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Comitato per la remunerazione degli amministratori

Il Collegio Sindacale è portato ad esprimere un giudizio sulla remunerazione degli amministratori (Art.2389).
Il tema della remunerazione è un tema molto delicato e presenta dei profili molto particolari dal punto di vista del controllo. La remunerazione infatti ha diversi problemi: la remunerazione del numero uno operativo è pari ad un numero esagerato di volte rispetto alla remunerazione media del dipendente.
Le griglie per fissare i compensi sono determinati da un Comitato per la Remunerazione, secondo il codice di autodisciplina (cap.7) e dall’assemblea per determinate società.
Nell’impresa c’è bisogno di risorse che abbiano delle qualità professionali richieste per gestire con successo l’emittente, quindi la remunerazione di questi soggetti deve essere stabilita in modo tale da attrarre, trattenere e motivare dei soggetti con queste caratteristiche. Si parla di amministratori esecutivi che devono operare coerentemente con il perseguimento dell’obiettivo del mantenimento dell’impresa in un orizzonte di medio lungo periodo. L’obiettivo del top management di realizzazione personale (concretizzazione benefici monetari) ha creato dei danni alle imprese.
È chiesto quindi di costituire all’interno del Consiglio di Amministrazione, un altro sottoinsieme, che può coincidere con il Comitato per il Controllo, che viene definito Comitato per la Remunerazione, composto da amministratori non esecutivi, per la maggioranza indipendenti. I pacchetti remunerativi sono portati poi al parere del Consiglio, dove ovviamente l’interessato non partecipa alla discussione e men che meno vota.
Tratto da TECNICA PROFESSIONALE - CORSO PROGREDITO di Valentina Minerva
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