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Il '900 della crescita economica industriale

Il XX secolo conosce una straordinaria crescita dell'economia europea e mondiale.
Crescita del PIL europeo dal 1913



La popolazione cresce per la caduta dei tassi di mortalità: all'inizio del '900 l'Europa conta circa 450 milioni di abitanti, alla fine del secolo la sua popolazione è quasi raddoppiata. Il saldo naturale alla fine del '900 ha cominciato a calare fino quasi a raggiungere la parità.
Le migrazioni degli europei verso altri continenti si arrestano con la Prima Guerra Mondiale, ma non si risvegliano una volta che questa è finita. Dopo la Seconda Guerra Mondiale riprendono i movimenti migratori, ma sono movimenti migratori sì internazionali, ma intraeuropei. Si hanno forti movimenti migratori da est a ovest subito dopo la fine la guerra (di popolazioni tedesche che si trovano in zone annesse da altri stati (come la Polonia) e di italiani che abbandonano l'Istria, la Croazia e la Slovenia [300mila persone]).
Con la divisione dell'Europa in due blocchi questi movimenti dall'est all'ovest si arrestano, per poi riprendere nell'89 con la caduta del muro di Berlino e nel '91 con lo sgretolamento dell'URSS.
Nella seconda metà del secolo, fino agli anni 70, ci sono poi movimenti migratori, da sud a nord, di abitanti di paesi mediterranei (spagnoli, portoghesi, italiani e, soprattutto verso la Germania, turchi). Si sovrappongono a questi flussi anche flussi intercontinentali di immigrati provenienti dalle ex colonie (verso Francia e Inghilterra dalle rispettive colonie).

di Silvio Traverso
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