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Lo sviluppo del sistema del sé


Una distinzione classica tra processi del sé proviene dall’opera di James, il quale differenzia l’Io, il soggetto attivo che esperisce il mondo, dal Me, una delle cose esperite dall’Io. Il Me include la conoscenza cosciente e le credenze che le persone hanno di sé.
James distingue due aspetti del pensiero relativo al sé: autoconsapevolezza e autocomprensione, ognuno dei quali è costituito da componenti distinte.
L’autoconsapevolezza consiste in una totale concentrazione sul sé e un’identificazione più emotiva con le proprie qualità. L’autocomprensione consiste di tre aspetti della conoscenza: i ricordi personali, le rappresentazioni cognitive dei propri attributi (le persone possono sviluppare convinzioni astratte relative al sé, che possono non essere direttamente collegate a esperienze personali ricordate) e le teorie del sé, che possono avere la funzione di integrare molteplici ricordi e rappresentazioni personali.
Le rappresentazioni mentali delle proprie qualità personali cambiano nel corso della vita, in conformità con i cambiamenti che avvengono nelle capacità cognitive e nelle forme di interazione sociale. I bambini piccoli, nella fase in cui iniziano a camminare, pensano a se stessi in termini di categorie semplici non ancora in grado di integrarsi tra loro, in parte a causa delle capacità limitate della memoria di lavoro. I bambini di questa età possiedono una visione irrealisticamente positiva di se stessi, a motivo delle loro scarse capacità di distinguere le abilità desiderate da quelle reali, la realtà dall’immaginazione. Nella media infanzia, i bambini sviluppano la capacità di mettere in relazione tra loro le proprie qualità personali, che possono essere organizzate attorno alle categorie di buono e cattivo, che funzionano come opposti bipolari e che tendono a dare origine a valutazioni estreme, del tipo tutto o nulla.
Nella tarda infanzia, si realizza una maggiore integrazione tra le varie caratteristiche di se stessi e i bambini utilizzano concetti più astratti, come tratti di personalità, per organizzare la conoscenza relativa alle proprie qualità personali. Il confronto sociale assume gradualmente importanza, mano a mano che i bambini sviluppano l’abilità di categorizzare le proprie abilità in relazione a quelle degli altri.
Durante l’adolescenza, i ragazzi diventano pienamente capaci di riconoscere le qualità astratte del sé e di porle in relazione con quelle degli altri.
Le persone sviluppano sentimenti di autovalore basati almeno in parte sul modo in cui esse confrontano i loro attributi o successi reali con standard ideali o scopi.
Tratto da PERSONALITÀ. DETERMINANTI, DINAMICHE E POTENZIALITÀ di Paola Alessandra Consoli
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