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Il sistema dei controlli nel sistema tradizionale della s.p.a.


La questione dei controlli nasce dalla circostanza che i soci, particolarmente quelli di minoranza, non hanno incentivi adeguati per esercitarli e spesso non ne hanno neppure la competenza tecnica.
È quindi necessario che la funzione di controllo sulla correttezza dell’operato dei gestori e sulla sua corrispondenza all’interesse dei soci venga in gran parte assegnata a un organo a ciò specificamente deputato.
In Italia questo organo è, da oltre un secolo, il collegio sindacale, al quale sono stati affidati compiti molto estesi di controllo sia sull’amministrazione, sia sulla regolare tenuta della contabilità.
Complessivamente tale impostazione non ha dato risultati eccellenti.
Si è quindi avviato un processo di profonda revisione del sistema che ha interessato dapprima le società con azioni quotate e poi tutte le s.p.a.
Si è così operata la scissione tra controllo sull’amministrazione, affidato al collegio sindacale, e controllo contabile, assegnato a un revisore contabile esterno.
A fianco di questi controlli è poi rimasto, sia pure assai depotenziato rispetto al passato, quello dell’autorità giudiziaria.

Tratto da DIRITTO COMMERCIALE di Stefano Civitelli
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