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Il gruppo e il counselling per le famiglie dei disabili

Alcuni strumenti messi a punto in questi anni sono utilizzati in relazione alla singola famiglia (counselling, consultazione sistemica, consulenze sanitarie integrate, riunioni con il coinvolgimento degli operatori del territorio); altri sono rivolti a gruppi; in ogni caso, si tratta di strumenti dichiaratamente rivolti al contesto di vita del disabile.
Per quanto riguarda il gruppo a cui partecipano i membri di più famiglie, esso si può considerare uno strumento utile, nei suoi differenti impieghi, ma di non facile gestione. Il gruppo può rischiare di divenire luogo di amplificazione della rabbia o di incremento di difese contro il cambiamento. D’altra parte, in alcuni momenti della vita della famiglia, esso può essere vissuto come un contesto accogliente, che promuove il rispecchiamento e la partecipazione, la protezione legata alla compresenza di più genitori e la circolazione orizzontale di feed-back.
Nel counselling si offre, invece, uno spazio per considerare insieme una difficoltà, un punto di stallo, una fase di crisi e per comprendere come ridefinire e ristrutturare il problema in modo che sia affrontabile attraverso le risorse della rete educativa e sociale a disposizione.
Il PEI come testo interattivo
La condivisione del PEI diviene un momento di ascolto, una sorta di colloquio semistrutturato, che attraversa i differenti punti proposti dallo strumento nella prospettiva di utilizzare un momento all’apparenza formale (la consegna annuale del piano educativo) in un’occasione di rilancio della progettualità familiare. Questa scelta ci porta a redigere un formato di documento a “misura di incontro con la famiglia”: meno burocratizzato e più orientato all’ascolto del genitore che alla comunicazione di informazioni.
di Anna Bosetti
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