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La realtà del neorealismo : Riso Amaro (G. De Santis)

Anche Luchino Visconti dà il suo contributo al neorealismo. Nel 1948 esce La terra trema. Ispirato ai Malavoglia di Verga, rivisitato in chiave neorealista, con attori non professionisti che parlano in dialetto stretto.  E infine Giuseppe De Santis, con Caccia tragica, Riso amaro, Non c’è pace tra gli ulivi, e Roma ore 11. Sono film dal taglio quasi didattico, ed esprimono la sincera aspirazione del regista ad un mondo migliore. De Santis riserva una particolare attenzione al mondo femminile, di una carnalità esplosiva rispetto ai manicheismi del neorealismo. Uno su tutti, Riso amaro. In una affollata stazione, da cui partono i treni che portano le mondine alle risaie, Walter Granata tenta di sfuggire alla polizia. Alcuni agenti in borghese gli danno la caccia per il furto di una preziosa collana, del valore di cinque milioni di lire. Walter, giunto in stazione per incontrare Francesca, la sua ragazza, decide di sviare le ricerche, affidandole la collana e rinviando il loro incontro. Francesca avrà il compito di confondersi tra le mondine, mentre Walter rimarrà nascosto per incontrarla più tardi e darsi insieme alla fuga. Silvana, una delle mondine con sui Francesca condivide il viaggio, ha notato Walter per il suo fascino, ma ha pure il sospetto che i due stiano nascondendo qualcosa. Incuriosita dalla situazione e allettata all'idea di conoscere Walter, Silvana cerca di conquistare la fiducia di Francesca e la presenta ad un "caporale" come "clandestina". Nelle risaie, le ragazze clandestine sono lavoratrici prive di contratto, che arrivano senza ingaggio sperando comunque di trovare un posto e ottenere un salario. Sembra, però, che per Francesca sia difficile ottenere un lavoro; la stessa Silvana, che possiede un regolare ingaggio, la addita come crumira di fronte alle compagne per tenerla occupata e rubarle la collana. Quando Francesca scopre il furto, è disperata. Nel frattempo le mondine si schierano insieme alle crumire di fronte ai padroni per chiedere a gran voce di assumere tutte le ragazze, che hanno bisogno di un lavoro. Silvana decide, intanto, di restituire il gioiello a Francesca, e lo fa sotto gli occhi di Marco, militare in servizio nella zona. Le due donne si rappacificano e Francesca racconta la sua storia a Silvana. Quest'ultima rimane sempre più affascinata da Walter. Quando l'uomo arriva alle risaie per incontrare Francesca, nota subito Silvana. Si scontra con Marco che la corteggia senza alcun risultato, ne fa la sua amante e complice, mentre progetta con alcuni "caporali" di impadronirsi del riso rinchiuso nel magazzino. Walter pensa di approfittare dell'ultimo giorno di lavoro e della confusione generata dalla festa di saluto. Il piano sembra funzionare; Walter, inoltre, provoca l'allagamento della risaia per accrescere la confusione, ma alla notizia che l'acqua sta distruggendo il riso, tutti corrono per salvarlo. Walter tenta la fuga, ma Marco lo ferma. I due si battono; al loro fianco, Francesca e Silvana partecipano alla colluttazione. Silvana, delusa dal comportamento di Walter, di cui è innamorata, lo uccide. Poco dopo, ella sale su un'alta impalcatura e si getta nel vuoto. Tra il 1952 e il 1953 il neorealismo si trova a perdere di mordente: la guerra, la resistenza, il fascismo, non sono più argomenti di attualità, finendo per stemperarsi in altri filoni narrativi, quali la commedia all’italiana. Al di là dei punti di vista, il neorealismo è diventato un riferimento insostituibile per tutti quei cineasti contemporanei che intendono confrontarsi filmicamente con la realtà.
di Gherardo Fabretti

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