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Redazione del bilancio: autonomia e continuità dei criteri di valutazione


I criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all’altro.
La loro continuità consente di comparare bilanci di diversi esercizi dando corpo alla clausola generale di chiarezza.
La comparazione dei bilanci è, inoltre, agevolata dalla circostanza che per ogni voce dello stato patrimoniale e del conto economico deve essere indicato l’importo della voce corrispondente dell’esercizio precedente.
Il principio di continuità dei criteri di valutazione può essere derogato qualora ricorrano casi eccezionali; ma allora nella nota integrativa se ne deve motivare la ragione e indicarne l’influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico.
Tratto da DIRITTO COMMERCIALE di Stefano Civitelli
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