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Le tipologia genitoriali e la personalità


Baumrind ha distinto tre tipologie genitoriali. I genitori autoritari esercitano il controllo mediante un insieme di standard assoluti: enfatizzano il rispetto per l’autorità, il mantenimento dell’ordine e la distanza genitore-bambino. I genitori autorevoli mantengono regole, standard e sanzioni con fermezza, ma comunicano più apertamente con i figli, riconoscono i loro diritti e cercano di promuovere la loro individualità e il loro senso di responsabilità.
I genitori permissivi mantengono relazioni affettive con i figli, ma non stabiliscono standard disciplinari precisi e costanti. La ricerca segnala l’importanza di stabilire limiti autorevoli e una struttura delle situazioni adatta all’età tale da favorire lo sviluppo di abilità prosociali. Uno stile genitoriale autorevole facilita la competenza sociale e l’adattamento accrescendo il senso di efficacia personale e di responsabilità dei bambini in ambito affettivo e cognitivo.
Le convinzioni di efficacia riguardo alla propria capacità di affrontare gli obblighi coniugali e genitoriali sono di estrema importanza (Bandura). I bambini, d’altro canto, devono essere convinti di poter manifestare i propri sentimenti senza rischiare di perdere l’accettazione e il sostegno da parte dei genitori. Sia le convinzioni di efficacia coniugale sia quelle di efficacia genitoriale svolgono un ruolo importante nel prevenire o attenuare interazioni familiari che possono alla fine cristallizzarsi in tendenze stabili alla depressione e all’ostilità.
Una comunicazione aperta, la chiarezza e la coerenza nella definizione delle regole possono favorire l’autonomia e la competenza. La guida che viene fornita dai genitori si caratterizza sempre più in termini di consigli, mentre il sostegno emotivo che i figli possono dare ai genitori diventa più importante. Nella maggior parte delle famiglie i conflitti sono più frequenti nella prima adolescenza, ma tendono a diminuire nel corso del tempo.
Alcune famiglie sperimentano eventi avversi, non usuali, che interrompono il normale corso del ciclo di vita e che possono mettere in pericolo lo sviluppo dei membri della famiglia. La morte di un adulto può significare la perdita del partner, della fonte di sostentamento economico della famiglia, del genitore. La nascita di un bambino handicappato è fonte di preoccupazioni, fatiche e angosce per i genitori. La malattia, la perdita del lavoro, l’emigrazione e altri eventi possono imporre cambiamenti inaspettati che influenzano lo sviluppo dei bambini e degli adolescenti.
Una delle maggiori avversità è la povertà. Le difficoltà economiche possono scatenare conflitti interpersonali, che ne aggravano ulteriormente le conseguenze. I risultati sugli effetti del divorzio non lasciano dubbi sul fatto che la rottura del matrimonio può avere conseguenze durature per i figli. Tuttavia, sesso, età, influenze dei pari, differenze individuali dei genitori e dei figli e successiva condizione coniugale dei genitori divorziati sono tutti fattori che possono attenuare notevolmente gli effetti del divorzio. I rischi sono minori tra i figli che hanno amici maturi e ben adattati, l’impatto del divorzio è più negativo sui ragazzi, gli esiti psicosociali negativi possono essere più gravi nei casi in cui la madre ottiene la custodia e non si risposa.
Tratto da PERSONALITÀ. DETERMINANTI, DINAMICHE E POTENZIALITÀ di Paola Alessandra Consoli
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