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Il Ciclo di Vita dell’Impresa Cooperativa


Ciclo di vita dell'impresa cooperativa: la spinta evolutiva è data sia dalla crescita dimensionale che da quella della complessità.
Vanek, 5 tipi di nascita: fallimento, riorganizzazione amichevole, riorganizzazione aggressiva, formazione spontanea, formazione indotta dall'esterno. A seconda del tipo di nascita, si può pensare a percorsi di sviluppo differenti.
Morte: quasi sempre si monetizza, perché in America non c'è divieto di liquidazione o trasformazione.
Modello di Greiner: creatività, direzione, delegazione, coordinamento, collaborazione.
Meister: alla fine dell'ultima fase non ci sono più differenze con le imprese tradizionali.
La longevità è maggiore rispetto alle imprese tradizionali, per più motivi: forma giuridica, indivisibilità, radicamento nel territorio e protezione che ricevono.
Trade-off tra: democrazia e specializzazione, ideologia (con la crescita scende) ed efficienza (sale), autosfruttamento ed alienazione.
3 dimensioni: tempo, dimensione/complessità, + alienazione – autosfruttamento.
Mintzberg pensa a processo di sviluppo come non regolare e con cambiamenti improvvisi.
Vogliamo studiare la cooperativa bianca, fenomeno italiano con percorso diverso dalle altre cooperative del paese. Questo campo è indubbiamente caratterizzato da attività economica e cooperazione sociale (ci si riferisce all’esempio della BCC di Roma). Non è studiabile con l’economia delle popolazioni. Le banche, con processo di integrazione e riorganizzazione, sono oggi federate (perché hanno deciso di collaborare; nonostante questo, si assiste alla selezione riferita ai sottosistemi organizzativi) e associate a diversi livelli.
Nasce nella II metà dell’800, da modelli tedeschi di banche popolari e casse rurali e artigiane. Però si risponde più a logiche di evoluzione cooperativa che a quelle competitive e di selezione dell’economia delle popolazioni. Poi, decidono di competere con le banche tradizionali e il modello può allora entrare in gioco.
Se si fa analisi a livello di unità organizzative, ci dice poco perché sono uguali alle tradizionali, perché il lavoro è comunque lo stesso.
Tratto da L’ORGANIZZAZIONE NELLE COOPERATIVE di Moreno Marcucci
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