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Insediamento produttivo all’estero

Insediamento produttivo indotto dall’operatore pubblico

La decisione dell’impresa di effettuare un investimento di carattere produttivo in un determinato paese può essere indotta dall’insieme dei fattori attivati dall’operatore pubblico per attirare investimenti internazionali.
Tali fattori sono espliciti quando l’autorità locale delibera delle normative atte a incentivare gli investimenti produttivi delle imprese estere.
Sono fattori impliciti quando l’impresa estera è attratta dall’esistenza di un contesto normativo favorevole oppure da un miglior funzionamento dei soggetti istituzionali.

Insediamento produttivo finalizzato alla presenza diretta nel paese estero

La decisione di istituire una presenza diretta in un paese può essere ispirata dalla volontà di perseguire due obiettivi:
- Ottenere un presidio molto più efficace del mercato in cui si è già presenti → l’idea è quella di superare le naturali limitazioni prodotte dall’adozione dell’esportazione indiretta, ponendosi direttamente nel mercato di sbocco con un insediamento produttivo finalizzato ad un maggior controllo del suddetto mercato.
- Ingresso in un nuovo mercato → l’impresa entra in un nuovo mercato in cui non aveva mai operato mediante l’ insediamento produttivo.

Insediamento produttivo finalizzato all’ottenimento di vantaggi di costo

L’impresa pone un insediamento produttivo all’estero per ridurre i costi legati all’approvvigionamento delle materie prime, costi logistici quali gli oneri di trasporto e doganali e per ridurre i costi della manodopera.

Il caso dell’impresa di servizi

Anche nel settore dei servizi le imprese hanno intrapreso strategie di razionalizzazione delle attività, iniziando ad articolare le loro attività su scala internazionale.
Il servizio è caratterizzato dall’essere contestuale (spazio) e simultaneo (tempo) rispetto al consumo dello stesso.
La modalità d’ingresso nei mercati internazionali da parte dell’impresa di servizi è influenzata da:
- Grado di interazione tra produttore e utente del servizio.
- Grado di coinvolgimento di beni nella consegna del servizio.

Modalità per istituire una unità operativa all’estero

L’ingresso mediante insediamento produttivo comporta una ulteriore decisione, ovvero quella di dover scegliere tra l’istituzione di un complesso aziendale ex novo, acquisire una azienda locale oppure instaurare un rapporto collaborativo con un operatore locale.

Scelta tra l’acquisizione e l’investimento greenfield

La scelta di effettuare una acquisizione comporta dei vantaggi rispetto alla costituzione ex novo di una unità operativa.
Quello più evidente è la possibilità di accelerare l’ingresso nel paese selezionato in quanto con un investimento greenfield tale periodo di tempo si allungherebbe inevitabilmente.
Nei settori multidomestici (concorrenza paese per paese) è più agevole acquisire una impresa locale per avere una maggiore integrazione con il contesto locale.
Nei settori globali è più utile costituire una unità produttiva ex novo in quanto è più facile raggiungere elevati livelli di efficienza che sono richiesti dai mercati globali.

Inoltre, nella scelta, si devono considerare:
- gli investimenti richiesti → dimensione degli investimenti necessari commisurati alle possibilità di successo.
- i rischi di insuccesso → se il rischio è alto si fa più fatica ad investire grosse somme.
- il potenziale competitivo → individua la possibilità che l’impresa entrante riesca ad acquisire una posizione di vantaggio rispetto alle imprese già presenti.
- tempi necessari per l’attuazione → la velocità di penetrazione del mercato è fondamentale nel contesto odierno e dunque scegliere di istituire una nuova unità produttiva comporterebbe tempi lunghi nell’acquisizione di una posizione di vantaggio.

Problemi delle acquisizioni

Il principale ingrediente del successo di una acquisizione è costituito dalla conoscenza e dalla capacità di assecondare il meccanismo di alimentazione delle risorse e delle competenze dell’impresa acquisita. Un contrasto di natura culturale potrebbe dunque determinare il non raggiungimento degli obiettivi che si volevano raggiungere mediante questa strategia.
Quando due entità distinte vengono a contatto si individuano quattro metodi di acculturazione:
- Integrazione → scambio reciproco di conoscenze manageriali e culturali equilibrato.
- Assimilazione → una delle due imprese domina l’altra in virtù di una supremazia che viene accettata.
- Separazione → le due imprese mantengono elevata autonomia con limitati scambi culturali.
- Deculturazione → indica il soccombere di una delle due culture.

Relazioni tra casa madre e unità locali

Modello europeo – Impresa Multinazionale

Tale impresa adotta una strategia multidomestica in cui le responsabilità sono in capo alle singole unità nazionali proprio per poter rispondere alle differenti esigenze che emergono dai vari mercati.

Modello americano – Impresa internazionale

Le unità locali sono autonome, ma risultano maggiormente dipendenti dalla casa madre rispetto a quelle multinazionali. La casa madre agisce da fonte per i nuovi prodotti e tecnologie.

Modello giapponese – Impresa globale

Il mercato mondiale visto come un unico mercato in cui raggiungere elevati livelli di efficienza attraverso un elevato grado di centralizzazione.

Impresa transnazionale

Rete integrata contraddistinta da una configurazione geografica distribuita, dalla specializzazione delle unità locali e dal forte grado di interdipendenza.
Tratto da MARKETING INTERNAZIONALE di Valerio Morelli
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