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Lo statuto dei diritti del contribuente. Collaborazione, affidamento, buona fede


Nello Statuto dei diritti del contribuente vi sono diverse norme che disciplinano il rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuenti.
Esso contiene:
- Norme riguardanti il procedimento d’imposizione (obblighi per la PA e garanzie per il contribuente);
- Norme sostanziali in materia di compensazione, interessi di mora, non applicabilità di sanzioni amministrative;
- Disciplina dell’interpello ordinario;
- Disciplina del Garante del contribuente.
La regola fondamentale in materia è dettata dall’art. 10 che dispone che “i rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede”.
La buona fede e l’affidamento sono posti come regole di comportamento per entrambi i soggetti. In particolare l’amministrazione deve comportarsi secondo buona fede a tutela dell’affidamento del contribuente.
Numerose disposizioni dello Statuto devono essere considerate applicazione dei suddetti principi a cominciare dagli obblighi di informazione imposti alla PA che deve:
- Garantire al contribuente l’effettiva conoscenza degli atti a lui destinati;
- Informare il contribuente di ogni fatto dai quali possa derivare il mancato riconoscimento di un credito o l’irrogazione di una sanzione;
- Informare adeguatamente i contribuenti non residenti in Italia;
- Garantire  che i modelli di dichiarazione e tutte le comunicazioni siano comprensibili.
Inoltre deve:
- Non richiedere al contribuente documenti ed informazioni già in suo possesso;
- Prima di procedere all’iscrizione a ruolo deve invitare il contribuente a fornire i chiarimenti necessari;
- Svolgere gli accessi, le ispezioni e le verifiche con particolari modalità per non turbare l’attività del contribuente;
- Motivare i propri atti.
Tratto da DIRITTO TRIBUTARIO di Alessandro Remigio
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