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Aspetti Normativi per le cooperative italiane


3 aspetti, sotto il pilastro regolativo, per le cooperative italiane:
1) culture: regole e leggi: la normativa comunitaria punta ad eguagliare le cooperative prima a livello di Paese, poi, in futuro, a livello di continente (con l’obiettivo di diversificarle dalle capitalistiche);
2) strutture sociali: sistemi di governance e di potere sono comuni tra le cooperative italiane;
3) routine: si ricorre a società esterne per consulenza e formazione (collante istituzionale).
Il controllo è interno, informale e di tipo sociale (Mintzerg, standardizzazione delle norme).
Bastidas: studia la cooperative come un cubo a 6 facce (aspetti organizzativi interni, processi dell’universo cooperativo, il contesto ambientale, il contesto socio-eco., contesto storico, altre variabili), immerso in 2 spazi, che influenzano le 6 facce. I 2 spazi sono resto del mondo e paese di appartenenza.
La cultura influenza il disegno organizzativo, ovvero tarare processi, flussi informativi, sistemi decisionali. Si usano 2 strumenti: fisici (documenti ufficiali, layout dei luoghi di lavoro) e immateriali (miti e leggende, clima di lavoro).
C’è chi vede la cultura solo come variabile come le altre, e chi ne fa metafora radicale. Gli istituzionalisti la vedono come variabile esterna.
Cultura nelle imprese cooperative: solidarietà, mutualismo e democrazia, cultura della lotta.
Cultura nel campo organizzativo: è variata, nel tempo, assieme ai differenti sistemi culturali.
Tratto da L’ORGANIZZAZIONE NELLE COOPERATIVE di Moreno Marcucci
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