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Riflessioni sulla governance

Alcuni snodi concettuali stanno alla base della riflessione sulla governance:
- uno degli obiettivi della governance è rilanciare la competitività territoriale, ma bisogna dimenticare i progetti unitari di una determinata area istituzionalmente strutturata (perchè questa sarebbe una modalità di approccio tipica del government). Bisogna prendere in considerazione tanti possibili e diversi territori risultanti dalle diverse possibili convenienti aggregazioni di interessi e soggetti che pro tempore nascono spontaneamente o è opportuno alimentare;
- è utopistico pensare che la governance si muova tutta per il bene pubblico: inevitabilmente si scontra con la messa in discussione di equilibri consolidati e posizioni acquisite e può correre il rischio di una "corsa all'occupazione degli spazi", alla quale bisogna stare moto attenti;
- esistono varie sfumature della governance: può andare lungo un continuum che parte da pura ritualità fino a decisioni realmente condivise. E' dunque importante individuare la responsabilità delle scelte e della loro attuazione in un modello evoluto di governance;
- la governance richiede trasparenza sia da parte dei singoli stakeholder che del sistema nel suo complesso. Come regolare le relazioni tra stakeholder? Chi può assumere il ruolo di responsabile della certificazione dei risultati e della diagnosi dei problemi su cui intervenire? (monitoraggio e accountability);
- una logica di governance impone un orizzonte temporale di ampio respiro, per ovvi motivi;
- la governance deve fare i conti con due rischi contrapposti: il limitarsi a dichiarazioni di principio e l'assumere una struttura cosÏ complessa da limitare l'impatto innovativo. Bisogna costantemente cercare un equilibrio tra questi due.
di Giulia Dakli
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