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Possibili acquisizioni di attività immateriali

1. Acquisizioni separate 2. Acquisizioni come parte di un’aggregazione di imprese
3. Acquisizioni attraverso contributi statali
4. Permuta di attività
5. Generazione interna di attività
Lo IAS 38, nel determinare le regole per il riconoscimento e la misurazione di intangibili distingue le differenti fattispecie attraverso le quali l’attività può essere acquisita, che influenzano le regole contabili che possono essere applicate:
In generale, le spese successive difficilmente configurano incrementi o sostituzione di intangibili, che rispettino i requisiti per la capitalizzazione, ma più frequentemente servono al mantenimento dell’attesa di futura profittabilità o di valorizzazione dell’entità nel suo complesso.
L’1, il 2 e la 5 sono le casistiche principali.
Queste metodologie influiscono sulla possibilità di rilevazione.
1. Acquisizioni separate
Conduco una transazione per acquistare un’immobilizzazione immateriale.
a. Il costo è di solito facile da determinare: prezzo pagato, che si assume rappresenti il valore dei benefici attesi affluire all’entità. Il primo criterio di rilevazione è facilmente soddisfatto perché c’è un prezzo che regola lo scambio.
b. In questi casi, generalmente, sono assunti come soddisfatti i criteri di rilevazione (probabili benefici futuri ed costo misurabile)
Si possono inoltre capitalizzare ad incremento del prezzo d’acquisto i seguenti costi:
- dazi doganali e imposte sugli acquisti non rimborsabili, dedotti sconti : l’IVA non è capitalizzabile, perché deducibile. Dedotti gli sconti perché devo fare un bilanciamento di quando è costato davvero il bene.
- qualsiasi spesa direttamente attribuibile per portare l’attività nelle sue condizioni d’uso prestabilito, come ad esempio:
* costo del personale diretto e onorari professionali
* costi per verificare se l’attività funzioni correttamente (test, collaudi, …)
- Non sono capitalizzabili
* Pubblicità, promozione, gestione di nuovi prodotti o nuovi clienti, spese generali e amministrative : la pubblicità non è un’immobilizzazione immateriale. I costi di pubblicità sono enormi e c’è una forte tendenza a considerarli come investimento, ma non acquisisco un diritto, ma una prestazione che va spesata al momento della realizzazione. o    Costo sostenuti dopo che l’attività ha raggiunto la condizione per operare: perdite operative iniziali.
c. Quando il pagamento è differito oltre i normali termini di credito, il costo deve essere attualizzato per determinare il suo valore attuale.
2. Acquisizioni in business combination
Spesso le immobilizzazioni materiali vengono acquisite con una business combination. Business combination è l’acquisto di un business, non di un singolo assets, ma di un complesso aziendale che serve per condurre un’attività d’impresa.
Chi acquista l’azienda deve dire il prezzo pagato e il PN e gli emerge una differenza che deve essere allocata. Nel bilancio consolidato andrà iscrivere nell’attivo la differenza come marchio, perché l’ha pagato. La business combination fa emergere un valore, che può essere iscritto nell’attivo di SP.
Una casistica simile al marchio è il know how, oppure il brevetto. Il principio è sempre il costo.
L’attività immateriale deve essere rilevata in modo distinto all’avviamento se il costo (pari al valore equo alla data di acquisizione) può essere determinato  attendibilmente e sono rispettati le definizioni di intangibile (cfr. IFRS 3).
* esiste una presunzione (confutabile) che tale valutazione sia possibile per le attività aventi una vita utile definita
* si considerano anche i costi di ricerca e sviluppo non ancora completati dall’acquisita, come ogni altro elemento che possieda le caratteristiche per essere definito come un’attività immateriale;
* Non rileva se l’attività fosse già contabilizzata dall’acquisita.
Le uniche circostanze in cui potrebbe non essere possibile determinare con attendibilità il valore equo possono attenere alle attività derivanti da diritti legali o contrattuali che:
*  non sono separabili, o
* ancorché separabili, non sono assistite dall’evidenza di transazioni similari e il valore equo è basato su variabili non misurabili
Il valore equo deve essere determinato:
* in base al prezzo di mercato, se l’attività immateriale è scambiata in un mercato attivo : esistenza di un mercato attivo, in cui è possibile scambiare quei beni, il prezzo dei beni è pubblico e il mercato è liquido (lo scambio può essere effettuato facilmente). Ad esempio la Borsa, il mercato del Petrolio.
* diversamente, usando l’evidenza di una transazione recente
* o le tecniche di valutazione correntemente utilizzate nel settore a cui appartiene l’attività (ad es. multipli delle vendite o dei profitti, royalties, attualizzazione dei flussi finanziari attesi).
Le spese di R&D sostenute successivamente all’acquisizione di un progetto, seguono le regole del principio (§ 54 – 62)
Esempi: marchi, domini internet, non-competition agreement, customer lists, films, music videos, television programmes, franchising agreement, unpatented technology, databases, …
3. Acquisizioni attraverso contributi statali
Quando un’attività è ottenuta nella forma di un contributo statale, il suo iniziale riconoscimento può essere al:
- valore nominale, maggiorato di qualsiasi spesa direttamente attribuibile per rendere l’attività per il suo fine prestabilito , o
- valore equo dell’attività alla data del contributo statale
4. Permuta di attività
Si applica quando un’attività immateriale è scambiata con un’attività non monetaria (o con un insieme di attività monetarie e non monetarie).
Il costo è determinato al valore equo, a meno che:
- la permuta sia priva di sostanza commerciale, o
- il valore equo non possa essere determinato con attendibilità per nessuna delle attività permutate
In tali casi, il costo dell’attività è commisurato al valore contabile dell’attività ceduta.
La permuta ha sostanza commerciale se:
- La configurazione dei flussi finanziari dell’attività acquisita differisce da quelli dell’attività ceduta
- Il valore specifico dell’entità è modificato a seguito dello scambio
- Le differenze di cui sopra sono significative rispetto ai fair value
Esempio: diritti edilizi. Due società avevano terreni vicina, una società parzialmente residenziale e parzialmente commerciale. Una era specializzata nel commerciale e l’altra nel residenziale. Si sono scambiati le licenze e i due progetti hanno acquisito maggior valore. In questo modo si acquisisce un valore. Il caso più frequente è però che non si cambiano i valori in bilancio.
5. Generazione interna di intangibili
L’avviamento proprio, o autogenerato, non può mai essere capitalizzato in quanto non è identificabile separatamente
Analogamente è esclusa la capitalizzabilità dei marchi creati internamente, delle testate giornalistiche, dei diritti di utilizzazione di titoli editoriali, dei portafogli clienti ed elementi simili, difficilmente separabili dai costi di sviluppo dell’azienda nel suo complesso o dal costo della gestione corrente
Il processo interno di creazione di qualsiasi altra attività immateriale è distinto in due fasi: ricerca e sviluppo.
- I costi riferibili alla fase di ricerca, NON sono capitalizzabili, ma vanno imputati direttamente a conto economico. In questa fase non si può dimostrare la futura profittabilità.
- I costi riferibili alla fase di sviluppo, DEVONO essere capitalizzati, se sono soddisfatte certe condizioni restrittive
In generale i valori generati internamente non si capitalizzano, esistono rari in casi in cui invece i costi interni di produzione di valori intangibili possono essere capitalizzabili, ma non nella fase di ricerca, ma solo nella fase di sviluppo.
di Valentina Minerva
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