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Sei idee per la didattica mutuate dal linguaggio scacchistico

1.    le pedine (contenuti della didattica), ambiti e oggetti all’interno dei quali si trova il repertorio dei suoi contenuti specifici, comprende: pedine dell’ambito curricolare (gli oggetti formativi dei programmi, devono muoversi a tutto campo per contribuire ad una scuola a nuovo indirizzo e promuovere processi formativi che sono sintesi delle esigenze culturali dei soggettiche apprendono e degli oggetti di apprendimento) e dell’ambito organizzativo (t, spazi, organi collegiali, apparecchiature, strumenti, devono muoversi a tutto campo per contribuire ad una scuola aperta, disponibile ad attivare un’elevata interazione sociale con l’ambiente)
2.    gli alfieri (i linguaggi della didattica): come scienza della formazione valorizza tutto il repertorio dei codici di trasmissione culturale; l’ambiente scolastico ed extra fungono da mediatori culturali tra allievo/insegnante. Gli alfieri procedono in diagonale sulla scacchiera, titolari di linguaggi trasversali, in grado di veicolare i linguaggi del dentro/fuori scuola
3.    le torri (la logica ermeneutica della didattica): dall’alto delle sue torri, la didattica getta lo sguardo sulla vita scolastica attraverso la logica empirica : prassi(osserva quei dati dell’esperienza che per elevati tassi di frequenza sono generalizzabili) ? teoria (formalizza in ipotesi teorica la modellizzazione dell’esperienza) ? prassi (ritorna sui fatti educativi come legittimazione o falsificazione dell’ipotesi teorica). Mantiene un carattere ipotetico/congetturale
4.    i cavalli (i dispositivi investigativi della didattica): cioè ricerca sperimentale (mira al controllo scientifico dell’organizzazione scolastica, suoi percorsi curricolari e strumenti empirici utilizzati, mette a disposizione dell’insegnante una molteplicità di strategie e itinerari didattici con cui operare scelte consapevoli), ricerca clinica (mira a interpretare i vissuti dei processi di alfabetizzazione/socializzazione scolastica  a partire dalle componenti emotivo/affettive del docente e allievo) e ricerca/azione (mira a progettare sentieri formativi a misura degli allievi di un’elevata qualità e controllo dell’istruzione; permette una lettura problematica e plurilaterale)
5.    la regina (il principio euristico della didattica): esigenza di assicurare lo sviluppo integrale della personalità dell’allievo + esigenza di diffusione di conoscenza e modelli culturali + accreditati in un dato ambiente. Capace di muoversi sulla scacchiera con un vasto repertorio di mosse, dialettiche ed euristiche
6.    il re (l’identità della didattica come scienza della formazione) figura simbolica e transazionale che deve essere diffusa, riassume in sé i 5 precedenti, chiamato a promuovere una relazione biunivoca tra la natura dei soggettiin età evolutiva e la cultura degli oggettidi conoscenza e di comportamenti sociali
di Antonella Bastone
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