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Rilevazione delle imposte differite: passività e attività

RILEVAZIONE DELLE IMPOSTE DIFFERITE: PASSIVITÀ Una passività fiscale differita è rilevata per ogni differenza temporanea imponibile salvo che la stessa derivi
- dalla rilevazione iniziale dell’avviamento,
- dalla rilevazione iniziale di un’attività od una passività che non rappresenta un’aggregazione aziendale né influenza l’utile contabile né il reddito imponibile : la regola generale dice differenze temporanee deducibili/imponibili. Se non vado a toccare l’utile contabile o il reddito imponibile, allora non rispetto la regola generale e non è una differenza temporanea.
- inerisca partecipazioni e non si applichi la relativa esenzione.
Vedi esemplificazione excel in caso di ammortamenti fiscali diversi da quelli contabili.
RILEVAZIONE DELLE IMPOSTE DIFFERITE: ATTIVITÀ
Un’attività fiscale differita è rilevata per ogni differenza temporanea deducibile, eccezion fatta per
- initial recognition exception, e
- a condizione che sia probabile che sarà realizzato un reddito imponibile a fronte del quale potrà essere utilizzata la differenza temporanea deducibile.
Un’attività fiscale differita è altresì rilevata per le perdite fiscali riportabili a nuovo e per i crediti fiscali alle stesse condizioni.
La differenza tra una differita attiva e una differita passiva, è che una è una attività, che deve essere recuperata tramite il rigiro della differenza temporanea, ma in futuro quando si rigira devo avere dei redditi imponibili, perché se non li avessi non potrei scrivere l’attività. È un discorso di valutazione. Se la probabilità di avere negli esercizi futuri un reddito sufficiente è scarsa, allora devo procedere alla svalutazione della differita attiva.
ESEMPIO:
L’impresa rileva una passività di 100 per costi di garanzia accantonati. I costi di garanzia del prodotto non saranno fiscalmente deducibili fino a che l’impresa non sosterrà il costo. L’aliquota fiscale è del 25 %.
Il valore ai fini fiscali della passività è pari a zero (il valore contabile di 100, meno l’importo che sarà fiscalmente deducibile riguardo a quella passività negli esercizi successivi). Estinguendo la passività per il suo valore contabile, l’impresa ridurrà il suo reddito imponibile futuro di un importo di 100 e, di conseguenza, ridurrà i suoi pagamenti fiscali futuri di 25 (25 % di 100).
La differenza tra il valore contabile di 100 e il valore ai fini fiscali pari a zero rappresenta una differenza temporanea deducibile di 100. Perciò, l’impresa rileva un’attività fiscale differita di 25 (25 % di 100), a condizione che sia probabile che essa realizzi negli esercizi futuri un reddito imponibile sufficiente per beneficiare di una riduzione dei pagamenti di imposta.
di Valentina Minerva
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