La tesi del giorno
La poetica di Spielberg
Nel panorama dei grandi registi cinematografici Steven Spielberg rappresenta un caso a sé. Da un lato per l’innegabile abilità di trasformare le proprie opere in eventi multimediali e, dall’altro, per la capacità di stimolare, all’interno del panorama critico, opinioni e divisioni molto nette. La poetica del suo cinema è al centro del lavoro di Simone Locatelli che, nella tesi Viaggio alla fine del mondo: il cinema di Steven Spielberg nel terzo millennio, ha focalizzato in particolare la propria attenzione sull’analisi dei tre lungometraggi con cui il regista americano ha inaugurato gli anni 2000: A.I. Intelligenza artificiale, Minority Report e Prova a Prendermi. I tre film, trattati separatamente in un’ottica ''testuale'' vengono messi in relazione con le opere letterarie a cui sono stati ispirati dando inoltre ampio spazio a un’interessante riflessione sul ruolo delle immagini nell’opera di Spielberg.
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