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La tesi del giorno

Quando il dittatore piange miseria...

Quando il dittatore piange miseria...Una condanna necessaria, anche se tardiva. Dopo giorni di attesa e nel pieno della crisi politica che sta sconvolgendo la Libia, a New York il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha finalmente approvato all'unanimità una risoluzione contro Muammar Gheddafi che stabilisce il blocco dei suoi beni e di quelli di otto dei suoi figli, due cugini e undici esponenti del regime di Tripoli.
Oltre all'embargo sulle forniture di armi, la bozza prevede anche il deferimento del Rais alla Corte Penale Internazionale dell'Aja per crimini contro l'umanità. Gheddafi sarebbe il primo responsabile dell'eccidio di questi giorni in qualità di "comandante delle Forze Armate", ma vengono colpiti anche i cugini Ahmed Mohammed Ghedaf al-Daf, artefice di "un'operazione contro i dissidenti libici all'estero e coinvolto direttamente in attività terroristiche", e Sayyid Mohammed Ghedaf al-Daf, implicato in "una campagna di assassini di dissidenti e probabilmente in una serie di uccisioni in giro per l'Europa".
Le sanzioni economiche, come ci spiega Olivia Barata Cavalcanti nella sua tesi Le contromisure pacifiche nel diritto internazionale per gross violations di diritti umani, sono uno strumento essenziale in mano alla comunità internazionale per rispondere alle violazioni dei più elementari diritti. Segno che la giustizia fra gli Stati, seppur ancora molto debole, è riuscita nel tempo almeno a sviluppare un sistema di punizione e risarcimento del danno subito.
Barata Cavalcanti illustra come, a fronte di regimi sanguinari e di gravi limitazioni alle libertà fondamentali, come nel caso libico, le contromisure che l'ONU può adottare sono svariate e possono anche riguardare le alleanze militari, i rapporti di cooperazione strategica e quelli di assistenza economica o finanziaria.
Questa tesi ci aiuta a capire i meccanismi che regolano la complicata macchina giudiziaria internazionale in caso di genocidio, tortura, schiavitù e altri crimini atroci. E ci permette di comprendere perché la decisione italiana di sospendere unilateralmente il trattato di amicizia con la Libia è un atto politicamente (ed economicamente) dovuto.

Visita la tesi:

Le contromisure pacifiche nel diritto internazionale per gross violations di diritti umani
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