La tesi del giorno
L'eco-design fa moda
Essere ecologici senza perdere di vista il piacere di vestirsi bene ed essere fashion.
All'Amsterdam International Fashion Week ce n'era per tutti i gusti: gioielli, cosmetici, vestiti, scarpe, che si sono affrontati durante The Green Fashion Competition.
Il premio per il prodotto più ecocompatibile è andato ad un paio di sneakers completamente biodegradabili, realizzate in canapa, sughero e cotone bio, che, una volta dismesse, possono essere piantate nel terreno, dove si degradano completamente e sono in grado di far germogliare una vera pianta grazie ai semi contenuti nella linguetta.
Ma il settore dell'eco-design oggi non propone solo abbigliamento, ma anche sedie, cucine, soprammobili… persino pneumatici!
Un'ampia panoramica ci è offerta dalla dottoressa Cristina Bova, che nel suo lavoro Eco-design - Materiali bio e risorse rinnovabili: il caso Mater Bi ci ragguaglia sulle ultime frontiere del connubio tra ergonomia - il corpus di conoscenze che analizzano e progettano sistemi complessi - e compatibilità ambientale.
Anche un'attività di design deve tener conto dell'impatto sull'ambiente di quando l'artefatto verrà prodotto, distribuito, usato e infine dismesso.
La dott.ssa Bova ci presenta quindi varie soluzioni, alcune più diffuse e conosciute, come sedie o agende in materiale riciclabile, altre decisamente più inusuali.
Ad esempio la cucina in cartone riciclato equivalente a 70 quotidiani, o il progetto BioTRED che utilizza il Mater Bi, materiale simile alla plastica ma derivato dal mais e completamente biodegradabile, come filler nei pneumatici.
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