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La tesi del giorno

Caso Lautsi: ha vinto l’Italia

Caso Lautsi: ha vinto l’ItaliaLa sentenza d’appello definitiva ha dato ragione all’Italia. Si è scritta così la parola fine sulla vicenda iniziata nel 2002 quando Soile Lautsi, durante un’assemblea di classe presso la scuola frequentata dai due figli, fa presente che l’esposizione del crocifisso nelle aule è contrario al principio di laicità dello Stato.
Nel 2006 la questione approda prima nei tribunali italiani e poi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu). Nel novembre 2009 viene dato ragione a Soile Lautsi affermando che ”la presenza dei crocifissi in classe costituisce una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni.".
La sentenza della Corte Europea è in forte conflitto con quanto espresso dal Consiglio di Stato nel febbraio 2006 dove si afferma che “il crocifisso è diventato uno dei valori laici della Costituzione italiana e che rappresenta i valori della vita civile”.
La vicenda ha acceso un forte dibattito all’interno dell’opinione pubblica divisa tra “laicisti” e “difensori dell’identità” dove il crocifisso si trasforma da simbolo religioso in simbolo della cultura occidentale.
Come afferma Daniele Dodaro nella tesi Usi e abusi del crocifisso come simbolo etnoidentitario. Analisi semiotica del discorso giuridico, politico e giornalistico sul ''caso Lautsi'' il crocefisso è diventato un ”simbolo etnoidentitario di una cultura italiana/europea/occidentale dai confini sfumati” ed è utilizzato ”come arma politica e scudo crociato per difendersi dall’invasione dell’Altro.”
Nella sua tesi Daniele Dodaro analizza il "il terremoto culturale" che ha seguito la sentenza sul "caso Lautsi" e indaga i vari significati assunti dal simbolo del crocifisso.

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Usi e abusi del crocifisso come simbolo etnoidentitario. Analisi semiotica del discorso giuridico, politico e giornalistico sul ''caso Lautsi''
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