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La tesi del giorno

Se il fast food arriva al capolinea

Se il fast food arriva al capolineaTempi duri per gli amanti del fast food. Anche negli Stati Uniti, patria di hamburger e patatine fritte, ci si sta rendendo conto che velocizzare il pasto e, soprattutto renderlo take away, non è poi così vantaggioso come sembra. Salute a parte, il problema sembra legato piuttosto all'igiene dei mezzi pubblici, luoghi prediletti da pendolari per approfittare del proprio "spuntino", sia che consista in un semplice hot dog o in una più elaborata specialità cinese o indiana. La MTA, società di gestione dei trasporti pubblici di New York, ha lanciato una proposta per insaprire le pene per chi non rispetta il divieto di mangiare e bere nei vagoni della metropolitana; decisione presa dopo che un video, messo in rete poco tempo fa, mostra un passeggero del metrò newyorchese che sbadatamente fa cadere addosso ad un altro pendolare un intero piatto di spaghetti fumanti.

Oltre alla sporcizia e ai cattivi odori che incidono complessivamente sul comfort dei pendolari, la questione del consumo di cibo sui mezzi pubblici non può certo ridursi ad una spiegazione sulla vita frenetica condotta nelle grandi città, ma si lega per forza ad un tema più generale riguardante il cibo e la ristorazione: cioè a come l'uomo imposta la propria necessità di nutrimento in base alle tradizioni e alla cultura della società di cui fa parte. La tesi di Antonella Laera, Siamo quello che mangiamo e... la ristorazione lo sa, ci fa capire che le differenze tra consumi extradomestici, effettuati nei ristoranti come nei mezzi pubblici, e quelli tradizionali, più votati all'aggregazione e all'identità, affondano in evoluzioni di abitudini alimentari ben delineate. L'autrice compie anche un'interessante paragone tra due modelli di ristorazione: la pizzeria e il fast food, una comparazione che rende senz'altro l'idea di come il cibo riveli le profonde differenze, ma anche le similitudini esistenti tra la cultura anglosassone e quella mediterranea. fonte immagine: www.inewyork.it

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