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La tesi del giorno

Addio a Osamu Dezaki, regista di Lady Oscar

Addio a Osamu Dezaki, regista di Lady OscarIl regista giapponese Osamu Dezaki, “papà” di anime famosissimi come «Lady Oscar», «Remì» e «Lupin III» è morto il 17 aprile all’età di 67 anni per complicazioni dovute a una lunga malattia.
Dezaki iniziò la sua carriera di regista nel 1970 con l’anime «Ashita no Joe» noto in Italia come «Rocky Joe», a cui seguirono numerosi successi sia in Giappone che all’estero nei quali Dezaki si è distinto per aver introdotto soluzioni tecniche innovative quali lo split screen (verticali, orizzontali o angolati) utilizzati per mettere in contrasto due personaggi e l’uso di fermi immagine particolarmente curati, definiti dal regista “cartoline ricordo”.
Queste scelte innovative nella regia degli anime sono visibili in modo particolare in Berusaiyu no bara (Le rose di Versailles) noto in Italia come «Lady Oscar». La serie fu inizialmente diretta dal regista Tadao Nagahama per poi passare al diciottesimo episodio a Osamu Dezaki.

Come afferma Maria Concetta Fortugno nella tesi La rivoluzione francese a fumetti: storia e analisi del fenomeno ''Versailles no bara'' “Il cambio di regia è marcato fin dall'inizio: l'episodio diciannove si apre con un’inquadratura mozzafiato firmata indiscutibilmente Dezaki [...] la morte di Charlotte, prima tra le rose di Versailles ad appassire tragicamente, segna la svolta di tutta la serie ed è espressivo che la regia della morte di questa rosa sia stata filmata da Osamu Dezaki [...] cambia l'atmosfera, il disegno é più maturo, la tragicità permea di sé ogni momento, gli occhi sono più assottigliati ed è ben visibile la rassegnazione muta al proprio tragico e inesorabile destino”.
“L’impagabile pienezza di sensazioni offerte allo spettatore dalla fruizione di un episodio firmato Dezaki non ha paragone se relazionata alla regia di Nagahama. Buon regista il primo, scomparso prematuramente per malattia, genio il secondo, capace di affermare una propria identità ben definita in un anime che va aldilà dell’animazione pura e semplice. Splendide visioni d’insieme, poetiche visioni di morte, celebrazioni dell’amore impossibile ma possibile aldilà della vita terrena. Osamu Dezaki deve la sua fama al silenzio. I celebri silenzi di Oscar e André valgono più di mille parole. [...] Le dissolvenze delle immagini accompagnano uno stato d’animo malinconico e greve. Un tumulto della passione è reso da immagini sovrapposte e scomposte ritmicamente. La creazione personale di Dezaki nell’anime la dice lunga sulla sua personale visione del manga di Riyoko Ikeda: la voce del popolo erompe selvaggiamente per gridare tutta la disperazione finora sopita. [...] Incompreso, sbeffeggiato e rifiutato inizialmente, il genio di Osamu Dezaki s’è imposto con veemenza nel panorama dei registi d’animazione mondiale, affermandosi assolutamente quale monumento alla regia dell’anime adulto.”

Visita la tesi:

La rivoluzione francese a fumetti: storia e analisi del fenomeno ''Versailles no bara''