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La tesi del giorno

Il Bullo non è una persona, è un ruolo. Anche nella rete

Il Bullo non è una persona, è un ruolo. Anche nella reteQuando un ragazzo viene etichettato come bullo, questo ruolo finisce per essere considerato dagli altri un tratto della sua personalità.
Invece 'bullo' non è una persona, è un ruolo sociale che viene assunto all'interno di dinamiche di gruppo. Adolescenti e preadolescenti, con un'età che tende pericolosamente ad abbassarsi, sono fautori e vittime di pestaggi, soprusi, angherie.
Spesso il luogo in cui le prepotenze si svolgono è la scuola, sia perché è dove bulli e vittime si incontrano per la maggior parte del tempo, sia perché qui la figura dell'adulto, l'insegnante, ha molto peso nella gestione delle relazioni tra i ragazzi.
Del bullismo a scuola si è parlato molto negli ultimi anni, anche a seguito di impensabili episodi di cronaca, ma sta emergendo una nuova forma di angheria che sorpassa i limiti di tempo e spazio: il cyberbullismo.
Come ci spiega Alice Corso in Dal bullismo al cyberbullismo: ferire con un click, esiste una relazione tra realtà e virtualità, perché il bullo e la vittima sono ruoli sociali e in quanto tali vengono mantenuti da un contesto all'altro.
Per sostenere la sua tesi, Alice ha svolto una ricerca in alcune scuole del Veronese, con il proposito di avere un'idea più chiara del fenomeno del cyberbullismo.
I risultati confermano la teoria di partenza: il cyberbullismo è diffuso, sebbene si manifesti in forma più sottile, e presenta le stesse caratteristiche del bullismo "fisico" - differenze di genere, qualità delle relazioni, grado di soddisfazione della vita.

Visita la tesi:

Dal bullismo al cyberbullismo: ferire con un click