La tesi del giorno
L'acqua, bene di tutti
Giorni di caos politico, questi, tanto da per cambiare... in cui, dopo il primo passo contro il nucleare, si tenta di scardinare l'istituto democratico del referendum contro la privatizzazione dell'acqua, programmato per il 12 e 13 giugno, nonostante le firme che lo sostengono. E non tanto, o non solo, perché il governo sia fermamente e ideologicamente a favore di questa “liberalizzazione”, ma sostanzialmente per scongiurare il quorum, ritenuto molto probabile, che porterebbe anche all'abrogazione della legge sul legittimo impedimento, con conseguenze serie per il Presidente del Consiglio.
Lasciando da parte per un momento la bassezza politica di escamotage di questo tipo, quello che il governo vorrebbe fare è varare una leggina che istituisca un'autorità per il settore idrico che "stabilisce le regole del gioco". In pratica, solo un posticipo della privatizzazione. Un modo per prendere un po' tempo.
Acqua bene pubblico, di tutti, da sempre, per sempre. Come ci spiega
Simone Grillo nella sua tesi “
L'acqua come diritto umano e principio di autodeterminazione”, la società civile “
continua ad impegnarsi in ogni parte del mondo per sottrarre la gestione delle politiche idriche alle decisioni esclusive dei governi”.
Ecco perché il ruolo delle reti sociali, delle associazioni, dei gruppi di pressione è fondamentale. “
Spetta a loro il compito di dialogare con le istituzioni, di opporsi a scelte mercificatrici, di proporre soluzioni giuridiche, politiche e gestionali capaci di garantire un governo democratico dell’acqua, attraverso un'azione che mostri la reale capacità di autodeterminazione dei popoli, in quanto soggetti capaci di muoversi politicamente in maniera autonoma e di collaborare internazionalmente tra loro per la promozione dei propri diritti e della solidarietà internazionale”.
L’azione della società civile si basa sulla definizione del diritto all’acqua, già stabilito in maniera implicita dal Patto sui Diritti Civili e Politici e quello sui Diritti Economici Sociali e Culturali delle Nazioni Unite del 1966. “
Un diritto implicitamente richiamato nella definizione del diritto alla vita, alla salute e allo sviluppo, diritti sanciti da strumenti internazionali di diritto cogente e dalle Costituzioni nazionali di tutti i Paesi del mondo”. Nonché “
già esplicitamente sancito nei principali strumenti di diritto internazionale umanitario, nella Convenzione dei diritti del Fanciullo e nella Convenzione contro ogni forma di discriminazione nei confronti della donna”.
Un diritto che deve avvalersi del “
contributo gestionale degli utenti, che deve prevedere una tariffazione progressiva e un quantitativo minimo gratuito di acqua disponibile per ogni singolo cittadino”. Ci auguriamo che il 12 e 13 giugno ci siano code alle urne...
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L'acqua come diritto umano e principio di autodeterminazione

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