La tesi del giorno
La Cina: Dottor Jekyll e Mr. Hyde
Una potenza a due facce.
Questa è la Cina, un paese di contraddizioni che suscita stupore per la rapida ascesa ai vertici mondiali e ammutolisce per la durezza, l'autorevolezza e la crudeltà esercitata dai vertici politici.
Come ci racconta Michele Pannozzo in La Cina: sviluppo economico globale e regime politico non democratico la leggera apertura democratica degli ultimi anni, necessaria per stimolare il libero mercato e la crescita economica, non ha minimamente scalfito il controllo rigoroso che l'unico partito al governo esercita sulla popolazione: "secondo nuove concezioni dell'intelligentia liberale cinese" - in particolare il saggista Xu Youyu - "un moderno uomo politico e culturalmente rispettabile deve presentare determinate caratteristiche: economicamente liberale, culturalmente conservatore, politicamente nazionalista e statalista."
Va da sé che, per 'formare' questo uomo moderno secondo le proprie intenzioni, il governo cinese deve giocare su due fronti, guidando di fatto con pugno di ferro la flebile apertura liberale.
Ma può esistere un futuro democratico per il Drago Rosso?
Nel suo lavoro Michele Pannozzo cerca di dare una possibile risposta, studiando le origini del sistema autoritario cinese, gli scenari attuali in termini di cultura e rappresentazione politica, provando poi ad immaginare evoluzioni future sulla base delle spinte del presente.
In particolare, sostiene l'autore, la possibilità di evoluzione più probabile, supportata dalla stabilità e prosperità economica, è una forma di rivoluzione non violenta, fatta di associazioni popolari e appoggi intellettuali che possono minare "l'impenetrabile corazza" che Pechino si è costruita attorno.
Non a caso l'avversità dei dirigenti politici a queste iniziative è leggendaria: la cancellazione forzata dalla memoria di Piazza Tiananmen, l'incarcerazione di un premio Nobel per la pace, persino il divieto di coltivare o parlare del gelsomino...
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