La tesi del giorno
Israeliani e palestinesi, il conflitto senza fine
Israele compie 63 anni. Il 15 maggio del 1948 nasceva lo Stato ebraico, dopo secoli di persecuzioni, dentro ad un territorio di altri, per di più arabo, azione che certo non sarebbe passata indisturbata e sarebbe stata foriera di problemi, di caos, di instabilità politica, sociale, economica. Oggi, più di mezzo secolo dopo, assistiamo ancora alla catastrofe quotidiana che si consuma tra israeliani e palestinesi, in mezzo ai vicoli di Gaza ma anche tra le strade affollate e moderne di Tel Aviv. Da una parte, un popolo falcidiato dall'embargo, che fatica anche ad avere accesso all'acqua potabile. Dall'altra, un popolo che non può accettare il ritorno all'oblio, che già culminò nello sterminio nazista.
E allora ecco che la i palestinesi continuano a chiamare questa la “
Giornata della Naqba", cioè del "disastro", perché a loro l'anniversario della creazione di Israele evoca questo. Ed ecco che le parole dure, infuocate, di qualche leader lontanissimo dalla sua gente rimbalzano fino ai confini con il Libano e la Siria, dove almeno 20 persone sono rimaste uccise dopo che i soldati israeliani hanno respinto una folla di manifestanti che tentava di sconfinare, “pronto al sacrificio per la Palestina".
Ma com'è nato questo Stato? Cosa ha portato alla sua creazione? “La Risoluzione 181 delle Nazioni Unite fu un piano adottato in base alla decisione delle Nazioni Unite del 29 novembre 1947 che raccomandava la divisione della porzione occidentale del Mandato britannico in Palestina in due stati, uno ebraico e uno arabo”, scrive
Giorgio Tosto nella sua accurata ricostruzione storica raccolta nella tesi “
La nascita di Israele e “l'Unità””.
Tosto passa in rassegna i fatti salienti che hanno accompagnato la costruzione dell'identità nazionale, la tragedia dell’Olocausto, il Programma di Biltmore della leadership sionista nel 1942, che auspicava la costituzione in Palestina di un Commonwealth ebraico nell’organizzazione di un nuovo mondo democratico alla fine del conflitto mondiale, il ruolo dell’Onu e il lavoro del Comitato speciale dell’Onu sulla Palestina, il fondamentale ruolo svolto dagli Stati Uniti e dall’Unione Sovietica per indirizzare la Risoluzione dell’Onu verso la divisione della Palestina: “tutti questi fattori”, spiega Tosto, “sono stati decisivi per la nascita di Israele e, attraverso il loro esame, è anche possibile comprendere perché, dopo 61 anni, guerre, sangue e divisioni continuino a martoriare la Terra Santa”.
Molto interessante il secondo capitolo, che riprende il tema della nascita di Israele attraverso l’analisi dell’organo ufficiale del Partito comunista italiano, il quotidiano “l’Unità”. “Dagli articoli, che riguardano il periodo che va dall’aprile 1948 al maggio del 1950, è possibile trovare una corrispondenza cronologica fra la linea editoriale del quotidiano riguardo la questione Palestinese e la posizione dell’Urss. L’Unità, infatti, supportò la nascita di uno stato ebraico in Palestina attraverso una durissima battaglia politica contro il governo italiano, considerato colpevole di seguire le posizioni anglo-americane, cercando anche di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana riguardo temi di grande importanza quali la pace, la solidarietà tra popoli, l’unione delle classi lavoratrici ed operaie a dispetto delle divisioni religiose ed etniche".
Il quotidiano comunista "creò quindi una totale contrapposizione tra la politica di pace sovietica e la politica imperialistica anglo-americana, precisando che mentre l’Unione Sovietica agiva interamente nell’interesse dei popoli, Stati Uniti e Gran Bretagna stavano utilizzando il Medio Oriente solo per sfruttare le sue enormi ricchezze, incitando così ad una vera e propria guerra del petrolio tra la popolazione araba ed ebraica al solo scopo di mostrare la necessità della loro presenza in Palestina”.
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