La tesi del giorno
E se l'ambiente si salvasse con la decrescita?
Cambiamenti climatici irreversibili, inquinamento che non dà tregua, urbanizzazione selvaggia, deforestazione, scarsità d'acqua, industrializzazione, intensificazione massiccia dell'agricoltura, crescita dei livelli generali di consumo sono le sfide che ci troviamo ad affrontare oggi e di cui non possiamo non occuparci nell'ottica di una sostenibilità che preme ed esige risposte urgenti.
Nel giorno in cui si celebra la
Giornata mondiale dell'ambiente dedicata alla
salvaguardia delle foreste, le popolazioni tutte – e quella indiana, protagonista di questa edizione, in particolare – chiedono a gran voce un ripensamento degli stili di vita fondati su uno sviluppo continuo e incodizionato e rilanciano la filosofia della “decrescita felice” proposta qualche anno fa dal rinomato economista francese Serge Latouche.
Ma come scrive
Domenico Palermo nella sua tesi “
Diritto all'ambiente e diritto allo sviluppo. La provocazione della decrescita”, “la ricerca di una via per realizzare lo sviluppo sostenibile non ha dato i risultati sperati. E' quindi necessario cercare altre vie per uscire dalla crisi ecologica ed evitare derive politiche autoritarie”.
La ricerca di continue mediazioni fra sviluppo e sostenibilità come soluzione al problema “sembra aver dimenticato la dimensione umana e politica della crisi attuale, che è il risultato di tecnicismi poco comprensibili all'uomo comune. La riflessione etica sull'ambiente ha influenzato le soluzioni giuridiche elaborate a livello internazionale per superare la crisi ecologica ma, nonostante abbiano influenzato positivamente le legislazioni nazionali, non è stato tenuto in debito conto l'impatto che queste potevano avere su una umanità cosiddetta programmata”.
Nella seconda parte della sua ricerca, il nostro autore cerca poi di dimostrare, partendo dal
principio di responsabilità di Jonas, che i cambiamenti necessari per uscire dalla crisi attuale non possono prescindere dall'applicazione del
principio di precauzione e dalla “provocazione della decrescita”.
Per evitare derive autoritarie le istituzioni “dovranno democratizzare le scelte scientifiche che hanno conseguenze pubbliche e rendere obbligatoria la partecipazione e condivisione democratica delle scelte politiche, affinché le persone possano sentirsi coinvolte nelle decisioni prese sulla loro vita e l'ambiente”.
Visita la tesi:
Diritto all'ambiente e diritto allo sviluppo. La provocazione della decrescita

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