La tesi del giorno
Vasco Rossi dice addio alle scene
Un rocker non dovrebbe mai andare in pensione.
Un rocker dovrebbe finire la sua vita spericolata in maniera cruenta o trascinarsi sui palchi di mezzo mondo fino ad ottant’anni.
Eppure la figura più amata e allo stesso tempo odiata del rock italiano ha fatto una scelta controcorrente: Vasco Rossi si ritira lasciando una scia di fan orfani del loro rappresentante più nazional popolare e controverso.
E' lontano il 1978, gli anni di "Ma che cosa vuoi che sia una canzone", album che all'epoca fu pubblicato e venduto nella sola Emilia Romagna, poi arrivò Albachiara, singolo del 1979 e via via ristampe per riscoprire chi era e da dove fosse venuto quel diavolo d'un menestrello che irretiva la leva militare con "Non siamo mica gli americani?".
“Vasco non ci lasciare” “Vasco era ora!”, i fan e i detrattori si dividono sui social network: chi aspettava solo questo e chi senza il rocker di Zocca non potrà più entrare in uno stadio senza mettersi a piangere ricordando i suoi concerti.
La tesi di Verena Venturini : “Vasco Rossi: una musica senza messaggio?”, analizza la figura carismatica di Vasco e in particolare quello che ha voluto dirci in tutti questi anni attraverso la sua musica.
La sua imparzialità di giudizio è più volte enunciata nel testo: “Forse per evitare pregiudizi, prevenzioni e per meglio stimolare cambiamenti di opinioni ritengo necessaria un piccola premessa. Dietro ad ogni artista c’è un uomo e io non sono qui per analizzare le scelte di vita di Rossi Vasco ma per capire se Vasco Rossi, il musicista, nelle sue canzoni ha realmente detto ciò che in genere gli viene attribuito, se lancia un messaggio, in che modo lo fa e come è sopravvissuto alla critica e al tempo.”
Il lavoro si articola in quattro capitoli: da una ricostruzione dell’itenerario d’artista ad uno snocciolamento accurato dei testi.
Verena dimostra di aver accuratamente scelto materiale di ricerca tra manuali di sociologia della musica e volumi più specifici sulla vita di Vasco.
Le conclusioni che trae fanno riflettere: “I suoi concerti, ad esempio, sono il luogo in cui il singolo non diventa mai massa. Ogni persona è parte integrante dello spettacolo, fa lo spettacolo. Ciò che uno del pubblico dice all’orecchio del suo vicino non è meno importante di quello che Vasco urla dalla cima del palco.”
Probabilmente in questo sta la magia di attirare così tanta attenzione su di sè: nel non creare uno spettacolo che sia finalizzato a mostrare la figura di una sola persona ma nel coinvolgere una massa incredibilmente numerosa di persone rendendo però ogni singolo protagonista.
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