La tesi del giorno
Google+, ed è subito record
Solo due settimane di vita ed è già record. Il nuovo nato a Mountain View, Google+, cresce a ritmi vertiginosi, e a dirlo con certezza è la genealogia. Già, perché la ricerca fatta attraverso i cognomi sarebbe in grado di darci i primi numeri sugli utenti iscritti al neonato social network che promette di sbaragliare la concorrenza, quella di Facebook tanto per cominciare.
Secondo i dati forniti dal fondatore di
Ancestry.com, azienda specializzata in ricerche genealogiche,
Paul Allen, la genealogia permetterebbe di affermare che gli utenti complessivi di Google+ sfiorano già i 10 milioni. Pochi rispetto ai 750 di Facebook e ai circa 100 di LinkedIn. Come funziona? Statisticamente, il ricorrere di un cognome sarebbe in grado di dirci a quanto ammontano le persone che stanno provando il nuovo servizio.
"In un giorno”, ha dichiarato Allen, “Google+ passerà i 10 milioni e dovrebbe raggiungere i 20 entro una settimana. Finché sarà possibile portare dentro i propri amici con il tasto “invito”, assisteremo a una crescita esponenziale".
Come scrive
Valerio Genovese nella sua tesi “
Il modello economico di Google tra dono e mercato”, l'unico fattore che potrebbe limitare la crescita di Google è “il tasso di crescita del web stesso. Quindi gran parte degli altri suoi prodotti sono progettati, in parte o in tutto, semplicemente per estendere l'uso di Internet: dall'accesso wireless gratuito allo spazio su disco gratuito”. Questi altri prodotti sono ciò che gli economisti chiamano “complementi”: prodotti o servizi che tendono a essere consumati insieme.
“Per Google, praticamente qualsiasi cosa accada online può essere vista come un complemento del suo business principale. Ogni post su ogni blog è una nuova serie di informazioni che il motore di ricerca può indicizzare per fornire risultati migliori. Ogni clic su Google Maps è una nuova serie di informazioni sul comportamento dei consumatori, e ogni email in Gmail è un indizio sulla nostra rete di contatti: tutte informazioni su cui Google può basarsi per inventare nuovi prodotti o anche solo per piazzare meglio la pubblicità. Quindi se Google può usare il gratis per spingere le persone a passare più tempo online, alla fine guadagnerà più soldi”.
Come ha scritto
Nicholas Carr nel suo libro “
Il lato oscuro della rete”, “Google vuole che l'informazione sia gratuita perché guadagna tanto più quanto più cala il costo dell'informazione”. Ed è esattamente quello che sta facendo – e che farà sempre di più – grazie al suo +.
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