La tesi del giorno
Fuga di cervelli: identikit dei nuovi migranti
Il nostro sondaggio "Dove sarò tra 5 anni?" lo dimostra chiaramente: la maggioranza degli studenti italiani immagina di trovarsi all'estero tra cinque anni. La risposta più cliccata alla domanda "Perché partirò?" è la mancanza di sbocchi in Italia.
Una replica che merita una riflessione approfondita ed adeguata che vada oltre gli aspetti formali di questa tendenza.
Come spiega Stefano Monticelli nella sua tesi dal titolo "Passato e presente dell'emigrazione italiana", il fenomeno del brain drain non riguarda esclusivamente i giovani ricercatori ma coinvolge anche giovani di talento con alto livello culturale alla ricerca di un'opportunità professionale pari al loro livello d'istruzione e di competenze.
Infine il paragrafo si conclude con la constatazione che la carenza di dati sul tema deriva anche dalla volontà politica di ignorare il problema, non dandogli peso tanto da poter continuare a parlare di mobilità anziché di fuga, non trovandosi così ad ammettere l'atteggiamento passivo della classe politica stessa verso la ricerca. L'attenta analisi svolta da Stefano dimostra che l'attuale flusso migratorio non è né un fenomeno di costume né tantomeno l'espressione della curiosità dei giovani di scoprire nuovi orizzonti ma una scelta quasi obbligata per coloro che aspirano a una vita migliore, ricca di soddisfazioni meritate dopo anni di studio.
Condizione necessaria ma non sufficiente per evitare lo spopolamento e impoverimento del Belpaese potrebbe essere l'attuazione di una serie di provvedimenti per favorire lo sviluppo e garantire una migliore qualità di vita per tutti.
Una svolta radicale insomma, una strategia vincente che esuli dalla sterile offerta di sconti fiscali prevista dal disegno di legge approvato in Senato lo scorso 24 dicembre per richiamare in patria i "fuggiaschi".
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