La tesi del giorno
Ultras e tessera del tifoso
Gli episodi degli ultimi trent'anni hanno sottolineato come il tifo violento, in particolare legato al calcio, abbia chiaramente radici storiche profonde.
In Italia è alla fine degli anni '60 che si può parlare delle prime vere e proprie formazioni ultras, gruppi di tifosi che si contrappongono al tifo organizzato dei club.
Le differenze si ritrovano soprattutto nella composizione sociologica e nelle ritualità che accompagnano le due tifoserie: da un lato i club sono il nucleo storico di appassionati al gioco del calcio, generalmente uomini maturi, dal tifo ardente ma tranquillo, dall'altro invece i gruppi ultras della curva appartenenti in gran parte alle subculture giovanili, decisamente più aggressivi e costruenti un rapporto d'amore più con la squadra, che con lo sport in sé.
Ciò corrisponde ad un modo tutto nuovo di assistere allo spettacolo sportivo, che vede nella squadra il fulcro del riconoscimento identitario del gruppo, che radica la dimostrazione della propria esistenza nel territorio e nel gioco.
Studi sociologici, in particolare Salvini, Biondo e Turchi, condotti sui tifosi ultras, hanno evidenziato come la disposizione aggressiva altro non sia se non una forma di autorappresentazione, con come primo intento quello di realizzare un'immagine o una reputazione e non quello di offendere o danneggiare.
Questo studio viene ripreso anche dal dott. Raffaele Cellini che nel suo lavoro Ovunque, Comunque: gli scenari tra le sottoculture ultras e le normative istituzionali si è dedicato allo studio della sottocultura utras, corredando l'esposizione dei principali studi e dati relativi al fenomeno, con l'osservazione sul campo di una realtà locale, quella della città di Ascoli Piceno "con l'obiettivo di analizzare come le vecchie e nuove normative per arginare la violenza degli stadi
siano state attuate dalle autorità picene e come esse abbiano influito sulla tifoseria della città".
A tale scopo, la metodologia utilizzata da Cellini è stata prettamente qualitativa, con un approccio chiamato multimethod metodology, che si è svolto attraverso l'osservazione partecipante nella tifoseria ascolana e le interviste discorsive ai testimoni qualificati delle istituzioni. Cellini è quindi entrato nel gruppo ultras dell'Ascoli calcio come osservatore, cercando di comprenderne le dinamiche interne, prendendo contatto con i capi e con le pratiche del gruppo.
A partire dal 2007 nuove normative sono state promulgate in Italia il cui obiettivo è quello di un sostanziale inasprimento finalizzato alla repressione della violenza negli stadi.
L'excursus giuridico, infatti, avviato nel 1989, anno d'introduzione del DASPO (Divieto di Accesso alle manifestazioni Sportive), ha trovato la sua conclusione nel 2010 col provvedimento della Tessera del Tifoso, una sorta di biglietto nominativo costituito da connotati personali volto alla creazione di una “tifoseria ufficiale”.
Tale tessera viene rilasciata dalla società sportiva previo nulla osta della Questura competente, la quale può comunicare l'eventuale presenza di vincoli, come ad esempio Daspo in corso, od altre condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni. Tramite questo nuovo strumento verranno snellite le procedure d'acquisto e d'accesso allo stadio, attraverso la creazione di varchi dedicati e l'aumento del numero degli steward.
Come sottolinea Cellini non sono mancati da parte dei medesimi ultras come pure da parte di esponenti accademici–giuridici, varie critiche ad un progetto simile: tra le accuse maggiori mosse all'iniziativa del Governo ci sono le limitazioni alle libertà individuali e collettive della persona, nonché le accuse di anticostituzionalità, che rendono il progetto sempre osteggiato dai tifosi.
Per osservare l'incidenza reale dei provvedimenti antiviolenza messi in atto dalla giustizia italiana, Cellini presenta, tramite appositi istogrammi, i dati degli ultimi campionati di calcio (Serie A, Serie B e Lega Pro).
Vengono analizzati, seguendo una comparazione tra le ultime due stagioni 07/08 – 08/09, il numero di soggetti feriti, arrestati o denunciati in occasione d'incontri calcistici.
Le conclusioni statistiche sottolineano una frequenza minore di reati rispetto al passato, ma Cellini conclude, forte della sua ricerca sul campo, che difficilmente il baluardo degli ultras verrà meno: "seppure con ricambi generazionali incorsi, con maggiore maturità e consapevolezza, con duri giri di vite normativi, esso nutre il proprio ideale di fedeltà alla squadra che va oltre tutto".
Immagine: Curva Sud Rozzi da www.picenooggi.it
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