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di ALICE QUAGLIA
Il pianeta Terra - inutile negarlo - è ormai da tempo afflitto da una pericolosa e a quanto sembra inarrestabile malattia: l’inquinamento ambientale, generato dal progredire della società civilizzata ed industriale.
A questo fenomeno ha spesso contribuito anche l’attività edilizia, tanto da poterla definire una delle maggiori fonti di distruzione dell’ambiente. E da diversi anni a questa ha cominciato a risentirne anche la salute umana, dal momento che i luoghi in cui abitiamo e lavoriamo risultano sempre più inquinati, tossici ed insalubri, tanto che a partire dagli anni ’80 è stato coniato il termine di sick building sindrome (sindrome da costruzione malsana), causa di molti disturbi di salute.
E’ in questo contesto e sulla base di queste considerazioni che nasce e prende piede il concetto di architettura biologica, il cui obiettivo principale è la progettazione di luoghi e spazi che rappresentano le esigenze ed i bisogni di coloro che li andranno ad abitare, nel massimo rispetto e tutela dell’ambiente naturale dell’intero pianeta.
Per far questo occorre sfruttare le condizioni climatiche e disegnare le migliori geometrie per la casa ideale.
Si può dunque cominciare a parlare di “casa ecologica”, la quale si adatta all'ambiente circostante, si modella in base a quelle che sono le esigenze del luogo, sfruttando al massimo tutto ciò che è naturalmente utilizzabile (luce, calore ed energia solare, vento, vegetazione circostante….) con lo scopo non solo di garantire...
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di ROSETTA OLIVA
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