Approfondimenti

Gli articoli che desiderate pubblicare in questa pagina, nonché osservazioni e suggerimenti, vanno inviati ad approfondimenti@tesionline.it

Benessere e ambiente: i parchi naturali

di MADDALENA RE

Il raggiungimento del benessere, nell’accezione più ampia del termine, è un desiderio che caratterizza l’epoca in cui stiamo vivendo, dove è sempre più sentita la necessità di dedicare a se stessi del tempo di qualità. Ecco allora che il turismo in un’area naturale può rappresentare un efficace mezzo per conseguire tale risultato.

Il contatto con la natura provoca un effetto di immediata pace e serenità nell’animo di chi la vive. Unica obiezione potrebbe essere la non sempre facile armonizzazione tra presenza umana e zona tutelata. In effetti, il binomio uomo/natura ha spesso rappresentato una problematica, soprattutto per una coscienza ecologica sviluppata solo in epoca recente. Affinché l’uomo e l’ambiente possano trovare un proprio equilibrio, è necessario diffondere una cultura ecologica: la sensibilizzazione del visitatore che si reca in un’area protetta è,...
Valori e/o regole di condotta

di GIULIA CIPOLLONI

A conclusione di alcuni miei lavori connessi alla discussione della dissertazione di laurea mi è posto il quesito delle relazioni e delle differenze esistenti in ambito economico (ma non solo) tra Valori e Regole di Condotta.


Si è di fronte ad argomenti di elevata complessità e in questa sede mi limito a riportare alcune brevi riflessioni di carattere generale. Più precisamente il punto centrale della mia riflessione tende a verificare la prevalenza dei valori sulle norme di condotta. Tale verifica mi ha condotto a proporre una mia interpretazione, spero non troppo pedante, della natura dei rapporti che intercorrono tra etica ed economia, intese soprattutto come discipline ovvero come prospettiva per l'interpretazione dei comportamenti dell'uomo.

In argomento, un filone di letteratura assai consolidato conclude la propria posizione ritenendo che:

• i comportamenti morali non realizzano l'interesse generale;
• quest'ultimo si determina soltanto attraverso un'azione individuale che non sia consapevolmente orientata verso di esso;
• in concreto, si perviene ad un equilibrio naturale tra interesse particolare e generale.

Questa incompatibilità consegue al fatto che l'uomo è un soggetto sostanzialmente egoista e la conciliazione con l'interesse collettivo...
La Corporate Social Responsability come fattore strategico dell'impresa

di GIULIA CIPOLLONI

Rendere coerenti e compatibili gli interessi di tutti i soggetti che contribuiscono e concorrono alla creazione di valore dell'impresa. L'attenzione alla tutela dell'ambiente, nonché alla sicurezza e alla qualità del posto di lavoro; la capacità di stare sul mercato con un occhio vigile e attento ai valori etici; l'interazione fattiva e responsabile con le comunità in cui si opera. Ecco sono stati questi i valori che spiegano e declinano al meglio il concetto di CSR e che sintetizzerò nel seguito.

L'insieme delle attività previste dalla catena del valore di un'impresa toccano le comunità locali in cui l'azienda opera, arrecando conseguenze sociali positive o negative. Non è solo l'attività delle imprese a interessare la società, ma sono anche le condizioni sociali esterne a influenzare le imprese, nel bene e nel male.

Questi legami esterno-interno possono minare notevolmente la capacità di un'azienda di attuare la propria strategia, specie nel lungo periodo. Garantire il buono stato di salute del contesto competitivo apporta benefici tanto all'impresa quanto alla comunità. Le attività dell'impresa presenteranno anche delle opportunità per la creazione di valore condiviso, specie qualora tocchino temi significativi per il contesto competitivo.

Le imprese non possono, tuttavia, impegnarsi in tutte le aree considerate nel "diamante". Di conseguenza,...

di DEBORA TAMI

Il momento che stiamo vivendo merita un'approfondita riflessione. I media, in generale, scrivono testualmente che ci stiamo avviando verso una ripresa economica e che finalmente stiamo uscendo dal baratro della crisi economica. Son tutte belle, anzi bellissime parole quasi invocano nel lettore la sicurezza di una possibile rinascita economica a breve. Eppure simili dichiarazioni si sentivano anche un paio di anni fa ed invece quello che abbiamo potuto constatare è che la vera ripresa economica è riscontrabile con dati oggettivi solo in altri paesi europei e non il nostro. È opportuno chiedersi: "ma se gli altri paesi europei hanno un PIL seppur di poco in crescita e se l'Unione Europea è nata con l'intento di creare un mercato unico economico e monetario ma soprattutto integrato, allora perché i medesimi effetti non sono effettivamente riscontrabili anche in Italia?". Forse per rispondere a questa domanda è opportuno andare alla ricerca di quali sono i problemi che affliggono il nostro paese. In prima battuta direi sicuramente il problema della disoccupazione per poi seguire con l'enorme pressione fiscale che affligge le nostre imprese, e il gravissimo problema della corruzione. Questi sono solo alcuni dei problemi del nostro paese che potrebbero venir meno in primis utilizzando un'adeguata politica economica associata all'idealismo dell'anticorruzione. Le mie appaiono come delle parole utopiche; forse, con gli strumenti giusti anche noi cittadini italiani potremo finalmente e realmente conoscere e riconoscere la vera ripresa economica che ridoni spirito, forza e...
Responsabilità e funzionalità

di SAMANTA AIROLDI

Nel pensiero di molti (troppi!!!), pensiero fortemente influenzato da dogmi sociali dati a priori ma non giustificati, il concetto di responsabilità si traduce in colpa.

Per questo nessuno vuole o accetta di sbagliare: l'errore viene temuto ed evitato a tutti i costi; piuttosto non si agisce, non si sceglie, si lasciano scegliere e agire gli altri al nostro posto, almeno non si sbaglia perché errore è sinonimo di colpa!

Per questo nessuno ormai, o quasi nessuno, ha il coraggio di assumersi la responsabilità delle proprie scelte e/o azioni, di difenderle e portarle avanti o, se non di portarle avanti, almeno di non negare di aver scelto o agito in un determinato modo senza cercare alibi, scusanti, senza nascondersi dietro bugie o scaricare su altri la causa del proprio agito.

Prima di tutto mi premuro di distinguere tra reato ed errore: il primo vede il coinvolgimento di terzi in modo diretto; il secondo non coinvolge, o coinvolge indirettamente, altri individui oltre al soggetto agente.

Pertanto omicidio, stupro, furto rientrano nella sfera dei reati e non del genere di errori di cui io mi occuperò in questo breve saggio. Io tratterò quel genere di azioni e comportamenti attuati dai soggetti in determinati momenti della propria vita che coinvolgono solo se medesimi ma che non rientrano nella sfera del punibile dalle legge.

A livello soggettivo, a mio avviso, l'errore non esiste!...
Gli angeli senza frontiere

di ROSARIA VITERITTI

Gli ultimi avvenimenti di epidemie ci portano a una riflessione sugli tutti gli operatori umanitari e in particolare su quelli sanitari, che lavorano in ambienti là dove il rischio, della vita è costante, dove i mezzi sono precari, la lotta è continua. Possiamo definirli "Angeli Senza Frontiere" perché dedicano la loro vita a una missione che non ha confini territoriali, per amore verso il prossimo, per la passione verso la propria professione. Un amore incondizionato che li spinge giorno per giorno, a vivere nel costante pericolo, anche di rimetterci la propria vita. Sono in azione giorno e notte per combattere le epidemie e salvare vite umane.

È significativo richiamare il coraggio di queste persone e il rischio che stanno correndo giorno per giorno; quando in un paese civile come il...
Pensieri e Parole

di SAMANTA AIROLDI

Pensieri e parole recitava una famosa canzone di un paio di decenni fa…ed è proprio sul rapporto, ormai sempre meno limpido, che intercorre tra i primi e le seconde che intendo interrogarmi con questo articolo.

Chi viene prima? È il pensiero a dare vita e nutrimento al linguaggio o è, forse, quest’ultimo, attraverso reiterazione ed abitudine, a modificare, se non addirittura sostituirsi, al primo?

In che modo e in quale misura il modo in cui parliamo e i termini che quotidianamente utilizziamo possono modificare il nostro modo di pensare e di vedere il mondo?

Habermas era (ed è tutt’ora) un accanito sostenitore del potere del linguaggio nell’influire sulla vita politica e nel modificarne la pratica.

Secondo il filosofo tedesco nel linguaggio della politica o, comunque, della vita sociale e socialmente condivisa si utilizzano, in maniera più o meno consapevole, proposizioni che contengono già in sé una pretesa di validità: la pretesa di giustezza o correttezza.

Per semplificare: nel momento in cui io pronuncio una frase che si riferisce alla sfera sociale e/o politica faccio riferimento ad un mondo che non è né completamente oggettivo né completamente soggettivo; si tratta del mondo delle norme e si tratta di una sfera intersoggettiva. Le norme, infatti, non sono oggettive in quanto non appartengono ai fatti biologici, alla natura ma sono frutto di accordi,...
A volte ritornano: da Euripide ai giorni nostri

di SAMANTA AIROLDI

Costruzionismo delle norme e oggettività morale

di SAMANTA AIROLDI

Che cos'è una norma?

È una legge, una regola il cui scopo è, appunto, "regolare" i rapporti di convivenza di due o più soggetti coinvolti in una data situazione.
Per essere valida una norma necessita del riconoscimento di almeno due soggetti: deve essere intersoggettiva, in altre parole! Detto altrimenti: se io soltanto riconosco la validità di una norma, essa non sarà effettivamente valida in quanto soltanto io all'interno della situazione la rispetterò.
E, scendendo più a fondo, di che cosa necessita una norma per essere riconosciuta? Beh, di primo acchito, da fedele "allieva" di Kant mi sento di rispondere che una norma, per meritarsi il riconoscimento dei soggetti coinvolti nella situazione in cui è chiamata a regolare, deve essere giusta dove con il termine "giusta" intendo, sempre fedele a Kant e ancor più a J. Habermas, "universalmente accettabile", cioè accettabile...
Geolocalizzazione e brand

di FILIPPO TOGNOLA

Il mercato degli smartphone è in continua crescita sia in Italia sia nel resto del mondo. Navigare in internet è diventato semplice grazie a connessioni sempre più veloci e a prezzi più che competitivi. Il mondo del web è cambiato grazie anche a queste nuove tecnologie, i social media si sono evoluti e trasformati, la comunicazione tra i vari utenti è notevolmente cambiata.
I primi social media nascono attorno agli anni ’80 con Usenet (newsgroup) poi è avvenuta l’evoluzione con le Chat (IRC, ICQ) fino ad arrivare ai giorni nostri con i Social network come MySpace e Facebook.
Gli stessi social network si sono sviluppati o per meglio dire, il mercato si è diversificato e sono nati i Social network geolocalizzati, Foursquare su tutti.
Scrivere il proprio stato d’animo non basta più, ora le persone vogliono far sapere dove sono e con chi sono. Vogliono condividere live la propria giornata, le foto, i video, vogliono far sapere ogni cosa di loro stessi, una sorta di Grande Fratello virtuale. In questa situazione i grandi brand cercano una via più facile per arrivare al consumatore, cercano di attirare nuova pubblicità a costo quasi zero.

Numerosi sono i casi di brand internazionali che hanno cercato questa nuova via per creare interesse e creare nuovo traffico verso i loro punti vendita. Le aziende che operano nel mondo del fashion sono le più attive, basti citare i nomi di Benetton, Jimmy Choo, Diesel per capire l’importanza di questo nuovo modo di fare pubblicità. Eclatante il caso di...
Libertà DA e libertà DI

di SAMANTA AIROLDI

“Libertà” è uno tra i termini più usati e abusati nel panorama linguistico attuale.
Se ne fa uso, specialmente, in relazione alla vita privata dei singoli e alle condizioni sociali di alcune categorie di individui.
Nei sopracitati casi si fa uso del termine “libertà” in due accezioni differenti ma, a mio avviso, indissolubilmente legate tra loro.
Farò un esempio per chiarire meglio ciò che intendo.
Esaminiamo la seguente asserzione:
“Lucia non vuole intromissioni nelle sue scelte in merito alla sua festa di compleanno, vuole essere libera DA condizionamenti”
In questo caso parliamo di un tipo di libertà che riguarda la sfera intima dell’individuo, la vita privata: il soggetto vuole essere lasciato libero di scegliere e decidere come meglio crede per se stesso e in merito ad ambiti che riguardano lei o lui e il suo personale percorso esistenziale. Vuole essere libero da impedimenti che ostacolino il suo personale progetto di...

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