Il razzismo nel Fascismo e la persecuzione dei diritti degli ebrei (1938-1943)

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Luca Vinci Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

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Il lavoro parte dal concetto di interculturalità per poi trattare il razzismo e più specificatamente il periodo del fascismo italiano. Si comincia col trattare le teorie pseudo scientifiche su cui affonda le proprie radici il razzismo, citando numerosi personaggi quali: Winckelman, Camper, Retzius, Gall, De Gobineau, Knox, Lapouge, Galton, Langbehn, Chamberlain, Wagner, Mantegazza, Lombroso. Dopo aver visto il ruolo della scienza nello sviluppo delle idee razziste si cercherà di capire quali sono i presupposti e i pregiudizi che si trovano alla base della diaspora che da sempre accompagna il popolo ebraico, dall’accusa di deicidio e di omicidio rituale fino alla teoria cospirazionista dei Protocolli dei Savi di Sion, e quale sia la situazione degli ebrei in Europa. Dalla situazione degli ebrei in Europa andremo a trattare, successivamente, la situazione degli ebrei in Italia, cercando di dare un quadro storico che parte dal Risorgimento (in cui gli ebrei diedero un contributo attivo) e arriva fino al fascismo. Nel lavoro ci si interroga sulle cause che vedono, nel 1938, la nascita di una legislazione antiebraica e la svolta antisemita del duce, cercando di prendere in considerazione diverse tesi: l’influenza dell’alleato tedesco, la campagna d’Africa, la pressione di personalità antisemite che ruotavano attorno al fascismo (Preziosi, Evola, Interlandi). Si analizzeranno in maniera logico-cronologica gli eventi che videro il fascismo e l’ebraismo in Italia in relazione tra loro fino al 1936 (anno della rottura tra le due compagini), per arrivare al 1938 anno in cui vedremo le Informazioni Diplomatiche, il Manifesto degli Scienziati razzisti, la Dichiarazione sulla razza del Gran Consiglio, i RDL 1728 e 1779 (provvedimenti per la difesa della razza italiana e provvedimenti riguardanti la scuola italiana). Passando dalle posizioni della Chiesa e del Re, e sottolineando il ruolo della stampa per la diffusione dell’idea razzista durante il regime, si andranno a trattare tutta una serie di provvedimenti, che vanno dalla negazione del diritto al lavoro fino ad arrivare alla negazione del diritto di “vivere in maniera ebraica”, e che andranno a costituire quella che, più genericamente, verrà chiamata legislazione antiebraica emanata dal 1938 al 1943, fase della persecuzione dei diritti degli ebrei che purtroppo lascerà il passo al periodo caratterizzato dalla persecuzione delle vite.

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2 INTRODUZIONE Se ci si guarda intorno facendo una passeggiata per le vie di un qualunque centro storico delle nostre città, sicuramente, non si potrà fare a meno di notare l‟ormai elevato numero di persone provenienti dai più svariati paesi del mondo che vivono con noi condividendo spazi, luoghi e tempi. Gli attuali processi di globalizzazione hanno determinato flussi migratori dal Sud del mondo e dall‟Est Europa verso i paesi dell‟Occidente “sviluppato”, flussi che, con i loro immigrati, diventano testimonianza di una crisi che vede protagonista l‟intero pianeta in questo inizio secolo (e buona parte dello scorso) da un punto di vista economico, sociale, politico, religioso e ambientale. Oggi ci troviamo quindi in una realtà multietnica, in cui condividiamo lavoro, case, scuole, ecc. con gente dalla provenienza più disparata. Ma se la multiculturalità è di per sé un dato di fatto, compresenza cioè di culture diverse, differente diventa la risposta che si deve dare a tutta quella serie di problematiche che da questa scaturiscono, senza rischiare di cadere nell‟assimilazione né tanto meno nella ghettizzazione; bisogna passare da una dimensione multiculturale ad una interculturale. <<Il passaggio all‟interculturalità è passaggio dalla semplice compresenza alla conoscenza, al dialogo, all‟interazione, allo scambio fra le diverse culture. Ogni cultura ha la sua identità, costituita da un insieme organico di valori, fede religiosa, costumi, tradizioni. La conoscenza è il primo passo dell‟educazione interculturale [...] Conoscere significa andare al di là delle differenze di facciata fra individui di culture diverse, per scoprire elementi più profondi. La conoscenza porta alla comprensione e quindi al dialogo. Se capisco il significato di elementi di una culture diverse dalla mia, passo dall‟atteggiamento del timore al desiderio di dialogo e confronto>> 1 . L‟interculturalità tradurrà la semplice multiculturalità in occasione di arricchimento basato sullo scambio, sulla cooperazione e sull‟accettazione delle diversità che diverranno fonte per una crescita democratica in un più ampio contesto armonico e pluralista. Se la teoria ci pone davanti ad uno scenario entusiasmante che guarda l‟orizzonte dell‟arricchimento e della crescita, la pratica ci fa scontrare con realtà cariche di 1 Massimo Dei Cas , Educazione interculturale, http://www.paesidivaltellina.it/didattica/files/intercultura.pdf.