COS’È UN MASTER
In Italia dopo il decreto ministeriale n. 509 del 3 novembre 1999 si riconoscono due tipologie di Master:

  • master universitari: si intende un titolo di perfezionamento scientifico e di alta formazione permanente (una volta conseguita, la qualifica non scade e non può essere revocata) e ricorrente (è possibile nel corso della propria carriera, specializzarsi attraverso più Master).
    Sono gli unici che danno un titolo di studio legalmente riconosciuto e permettono di guadagnare crediti validi anche all’estero.
  • master non universitari: sono gestiti autonomamente da enti privati o pubblici. Questi corsi non rilasciano un titolo di studio legalmente riconosciuto, ma molti sono erogati da enti di comprovata qualità e forniscono skills immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.

La frequenza è normalmente obbligatoria e tutti i master, promossi sia dalle università che dalle aziende, sono a pagamento. Quindi leggere sempre attentamente il regolamento e…


OCCHIO ALLA BUFALA!!

  • COSTI. Il termine Master non è garanzia di giusto rapporto qualità/prezzo: in alcuni casi i corsi si rivelano solo disoneste operazioni commerciali.
  • STAGE. È obbligatorio indicare nel regolamento se il partecipante deve effettuare un periodo di stage, ma non è obbligatorio indicare:
    • se l’organizzazione del corso prevede già dei contatti diretti con enti o aziende
    • quanti sono gli eventuali posti disponibili rispetto al numero di iscritti
    • quali sono le aziende coinvolte. Attenzione! Non è detto che un’azienda indicata come Partner sia anche possibile luogo per lo stage.
  • PLACEMENT. Il termine indica tutte le attività di supporto, informazione e ricerca per facilitare l'inserimento nel mondo del lavoro.
    Qualsiasi sia l’indicazione pubblicitaria, un Master non potrà mai dare garanzie assolute di impiego, e bisogna valutare i criteri con cui vengono stabilite le percentuali di impiego pubblicizzate.