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Teorie sugli effetti delle comunicazioni di massa


1° G.M.: i mass media sono utilizzati per favorire il senso di appartenenza nazionale, l'impegno verso sforzo bellico, l'odio per nemico; si credeva che la propaganda potesse trasformare le masse in un'amalgama di odio, volontà e speranza;
Primo dopoguerra: riflessione sugli effetti della propaganda bellica,
comportamentismo → paradigma s-r → i messaggi trasmessi attraverso i mezzi di comunicazione di massa vengono percepiti allo stesso modo e provocano risposte immediate e dirette.
1920's: Modello degli effetti limitati → effetti dei mass media in funzione dell'ambiente sociale (i messaggi persuasivi non operano in modo diretto). Preoccupazione che i mass media potessero influenzare le persone vs mass media per incrementare vendite o per attrarre voti.
2° guerra mondiale: atteggiamento (variabile interna antecedente il comportamento, su cui il messaggio esplica la sua influenza: sono le differenze individuali a mediare l’effetto del messaggio);
Secondo dopoguerra: Scuola di Yale (Hovland): studio di emittente, messaggio e ricevente nel mediare gli effetti delle comunicazioni massmediali; dimostra l’effetto della credibilità della fonte nello spostare gli atteggiamenti, ma anche che si tratta di un effetto di breve durata. Ipotizza che nel lungo termine il ricevente tenda a dissociare la fonte dal messaggio e che quindi sia solo quest'ultimo a poter influenzare gli atteggiamenti in modo duraturo. Studia anche l’effetto dei messaggi minacciosi trovando un andamento “a U” (messaggi mediamente minacciosi più efficaci sia di quelli non minacciosi sia di quelli molto minacciosi).
1957 (Festinger) → Teoria della dissonanza cognitiva: l’insorgenza di uno stato di dissonanza tra credenze diverse o tra credenze e comportamenti costituisce una spinta motivazionale a ridurla attraverso la razionalizzazione, l'evitamento di info potenzialmente dissonanti, la ricerca di sostegni argomentativi alla decisione presa → l’efficacia di un messaggio si basa anche sulla capacità di ridurre una situazione di dissonanza nella mente di chi percepisce;
1960's (McGuire): il focus si sposta sui fattori che provocano resistenza alla persuasione (teoria della vaccinazione: insegnare alle persone a sviluppare contro-argomentazioni a deboli attacchi portati al loro sistema di credenze, affinché possano poi autonomamente difendersi da attacchi più forti).
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