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La cronaca di Wiliam Buchanan


La cronaca più autorevole di quanto accadde in quegli anni è stata scritta nel 1824 da Wiliam Buchanan, che aveva svolto un ruolo ragguardevole nel commercio delle opere d’arte. Il gusto, svolgeva in queste complesse transazioni un ruolo assai modesto dal momento che per molti anni chiunque avesse denaro a sufficienza non incontrò la minima difficoltà ad assicurarsi il possesso di un celebrato capolavoro.
Fu sotto la spinta propulsiva del vantaggio finanziario derivante da simili occasioni, che l’aristocrazia britannica riuscì ad alimentare attorno a sé la propria fama di nobiltà colta e illuminata. Buchanan ebbe un’intuizione di portata decisiva: comprese cioè come il vero potere non fosse nelle mani dei collezionisti, bensì in quelle dei loro consiglieri; ci si affidava ai suggerimenti che venivano dagli artisti sicché era essenziale che questi erano corrotti.

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