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Definizione di rischio inerente

Definizione di rischio inerente

Il rischio inerente (inherent risk) è l'attitudine di una classe di valori a presentare errori significativi indipendentemente dall'esistenza di procedure di controllo interno. In senso lato, è il rischio che vi siano errori nel bilancio in conseguenza di eventi macroeconomici (condizioni del settore in cui opera l'impresa; o scelte/politiche aziendali). Esso va ricondotto a 2 possibili situazioni di rischio:
- una situazione di oggettiva difficoltà nel pervenire a una determinazione quantitativa attendibile per la classe di valori esaminata (rischio di errore) che può essere ricondotta a:
- condizioni particolari della classe in oggetto (complessità di calcolo, valori stimati e congetturati, suscettibilità al furto): in tal caso le condizioni specifiche di rischio inerente impattano su una specifica classe di valori, e normalmente non presentano significativi cambiamenti nel tempo, a meno che non intervengano importanti mutamenti nelle combinazioni economiche svolte dall'impresa;

- condizioni generali d'azienda e d'ambiente: possono impattare su una o più classi di valori, e normalmente possono presentare significativi cambiamenti nel tempo, tanto che il revisore deve ogni anno valutarne il relativo impatto; tali condizioni possono essere: macroeconomiche (es. volatilità dei tassi di cambio che rende necessari adeguamenti dei crediti in valuta estera); di settore (es. cambiamenti legislativi di settore); d'azienda (es. il lancio di un nuovo prodotto porta all'inserimento di stime e congetture nel bilancio d'esercizio).
- una situazione di opportunità/motivazione per il management della società a introdurre significative alterazioni nella determinazione quantitativa e/o nella classificazione di uno o più insiemi di eventi aziendali (rischio di frode); tale componente soggettiva deriva dalla sussistenza di due elementi:
- Il primo riguarda l'esistenza di circostanze d'azienda e d'ambiente che determinano l'opportunità per il management di alterare in modo significativo le informazioni contenute nel bilancio d'esercizio; le quali sono riconducibili alle seguenti fattispecie:
1.    rischio operativo: cioè il rischio che la redditività dell'azienda possa fluttuare in modo imprevisto per ragioni correlate alla natura dell'attività aziendale e dell'ambiente competitivo e sociale in cui l'azienda medesima è inserita;
2.    rischio finanziario: cioè il rischio correlato alla solvibilità a breve termine;
3.    rischio di mercato: cioè il rischio associato alla variabilità dei prezzi di mercato dei titoli rappresentativi del capitale di rischio e di prestito dell'azienda;
4.    rischio tributario: cioè il rischio associato al prelievo fiscale da parte dell'amministrazione pubblica;
5.    rischio sociale: cioè il rischio correlato al possibile verificarsi di manifestazioni sociali ostili nei confronti dell'impresa, in relazione a determinate politiche dell'occupazione, dell'ecologia, ecc.
- Il secondo elemento riguarda la presenza di un management il cui "orientamento strategico di fondo" si concretizza in comportamenti volti a sfruttare le opportunità sopra descritte, introducendo significative alterazioni nel bilancio d'esercizio; tale elemento deve essere attentamente considerato dal revisore mediante una adeguata valutazione dell'integrità del management e la verifica dell'esistenza di fattispecie in cui il management potrebbe trovare opportune certe alterazioni dei valori di bilancio ed essere motivato a compierle. Il management si adopera allo scopo di:
1.    migliorare artificiosamente la rappresentazione ai terzi dell'assetto economico globale dell'impresa, così da influenzare la percezione di questi della prospettiva di continuazione dell'attività (going concern), (es. una situazione di crisi di liquidità che può condurre ad alterazioni nella determinazione dei valori relativi ad attività e passività correnti o a "forzature" nella classificazione dei valori patrimoniali).
2.    perseguire "a tutti i costi" obiettivi economici particolari stabiliti dall'alta direzione (il perseguimento di obiettivi ambiziosi di quote di mercato può condurre a politiche distributive e di vendita aggressive che comportano il rischio di fatturazioni anticipate, di magazzini eccessivi e quindi a bassa rotazione, di crediti commerciali concessi troppo facilmente e quindi "portatori" di più alte % di inesigibilità).
3.    creare riserve occulte mediante una mirata sottovalutazione di attività e/o sopravvalutazione di passività, che consentirebbe di contenere le richieste di determinate categorie di stakeholders (es. il caso degli azionisti per le richieste di dividendo oppure dei lavoratori per le richieste salariali).
4.    contenere l'imponibile fiscale.

Tratto da REVISIONE AZIENDALE di Salvatore Busico
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