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ETNIE E MIGRAZIONI


L’ etnia è una comunità caratterizzata da una tradizione culturale condivisa, che deriva spesso da un’origine e a una patria comuni. Questa tradizione culturale può includere una lingua, costumi, simboli, cibi, musiche. Le etnie sono costrutti culturali.
La razza invece denota una categoria di persone che hanno in comune delle caratteristiche fisiche socialmente significative.
Il razzismo è la convinzione che una razza sia superiore a un’altra. Arthur de Gobineau è considerato il padre del razzismo moderno e decretò che ci sono tre tipologie di razze umane diverse tra loro: quella bianca, quella nera e quella gialla. La razza bianca possiede qualità superiori rispetto a tutte le altre e questo giustifica il predominio esercitato nel corso della storia.
L’ esistenzialismo razziale è l’idea che presunte differenze naturali e immutabili
separino le razze. Negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale le teorie razziste sono state completamente screditate in quanto prive di qualunque fondamento scientifico.

In qualunque società i membri che appartengono a razze ed etnie differenti vengono considerati spesso in termini di maggioranze e minoranze.
Un gruppo minoritario è un insieme di persone che subiscono degli svantaggi e hanno meno potere per via di caratteristiche fisiche o culturali identificabili.
Un gruppo maggioritario invece è un insieme di persone che godono di privilegi e hanno un maggiore accesso al potere per via di caratteristiche fisiche o culturali identificabili.
La relazione tra gruppi maggioritari e gruppi minoritari all’interno di una società può essere caratterizzata da un’ampia gamma di atteggiamenti e comportamenti.
Nutrire un pregiudizio significa pre-giudicare negativamente un individuo o un gruppo sulla base di informazioni inadeguate.
Questi giudizi preconcetti si basano spesso su stereotipi, ovvero generalizzazioni esagerate, distorte o infondate che non ammettono la specificità individuale. Il pregiudizio si limita a credenze  e atteggiamenti che le persone coltivano ma a cui non danno seguito sempre e necessariamente.
Quando il pregiudizio è accompagnato da un’azione si parla di discriminazione, cioè un trattamento ineguale che conferisce a un gruppo di persone dei vantaggi su un altro gruppo senza una causa giustificabile.

La discriminazione istituzionale deriva dall’organizzazione strutturale, dalle politiche e dalla procedure di istituzioni come il governo, le imprese e le scuole, ed  è estremamente efficace poiché coinvolge ampie fasce della popolazione.
Strettamente legato  ai pregiudizi e a stereotipi è il  concetto di etnocentrismo, ovvero la pratica di giudicare una cultura diversa usando gli standard della propria e con una presunzione di superiorità. Una visione etnocentrica del mondo può generare xenofobia, cioè l’irragionevole timore/odio per gli stranieri o per le persone di una cultura diversa che può degenerare nel genocidio.  Diversamente dall’etnocentrismo è il relativismo culturale, cioè la pratica di comprendere una cultura attraverso i sui stessi standard. Il relativismo culturale non richiede di adottare o accettare idee/pratiche di un’altra cultura, ma di fare lo sforzo di comprenderla utilizzando i criteri propri e con la disponibilità a riconoscerla come valida alternativa alla propria. In conclusione, per praticare il relativismo culturale si deve comprendere una cultura e non giudicarla.

In una società che adotta il pluralismo gruppi etnici e raziali distinti coesistono in piena parità di condizioni e hanno la medesima dignità sociale.
L’ ibridazione è il processo con cui un gruppo maggioritario e un gruppi minoritario si fondono o si combinano per formare un nuovo gruppo. Avviene tipicamente attraverso matrimoni misti, nel corso di varie generazioni.
L’ assimilazione è il processo tramite il quale i membri di un gruppi minoritario arrivano ad adottare la cultura del gruppo maggioritario. Questa esperienza è spesso parzialmente volontaria (perché i membri del gruppo minoritario emulano la cultura dominante) e parzialmente coercitiva perché i membri del gruppo maggioritario impongono ad altri di conformarsi alle proprie aspettative culturali.
La segregazione consiste nel mantenere fisicamente e socialmente separati i diversi gruppi sociali, attribuendo loro gradi differenti di potere e prestigio.
Il genocidio è l’eliminazione sistematica di un gruppo di persone, in base alla loro razza, etnia, nazionalità o religione. Il genocidio comporta quasi sempre il  tentativo da parte di un gruppo maggioritario si sterminare un gruppo minoritario. Lo sterminio degli ebrei e di latri gruppi etnici durante la Seconda Guerra Mondiale è l’esempio più noto di genocidio.
I gruppi minoritari possono reagire al predominio dei gruppi maggioritari in diversi
modi:
1. Ritiro: consiste nell’allontanamento fisico volontario come risposta alle forme peggiori di oppressione e segregazione
2. Integrazione: implica la fusione con il gruppo maggioritario e di conseguenza prevede l’abbandono da parte dei migranti dei propri usi e costumi per adeguarsi completamente a quelli che sono i valori, gli stili di vita e le norme della maggioranza
3. Adozione di un altro codice: è una strategia per adeguarsi alle aspettative sociali della maggioranza creando un’autopresentazione di facciata, mantenendo però un’identità segreta più autentica e confortevole
4. Resistenza: consiste in una presa di posizione attiva a livello individuale o collettivo contro la discriminazione operata dalla maggioranza

Il multiculturalismo è il riconoscimento, la valorizzazione e la protezione delle distinte culture etnico-nazionali che formano una società. Le società multiculturali accettano, accolgono e possono perfino celebrale le differenze di lingua, religione, costumi, abiti, tradizione e credenze. Le persone che vivono in une società multiculturale hanno l’opportunità di conoscere e apprezzare la varietà di culture.

Ci sono due diversi fattori che generano i processi migratori. Il primo è costituito dai fattori di espulsione (push), vale a dire l’insieme delle problematiche interne al paese di origine (ad esempio guerre, carestie, mancanza di libertà politica, …) che spingono le persone a migrare nella speranza di trovare migliori condizioni di vita. Il secondo è costituito da fattori di attrazione (pull) dei paesi che accolgono che riguardano maggiori possibilità di lavoro, maggiore libertà polita e benessere economico che sono elementi che attirano i migranti verso paesi più ricchi.

La combinazione di fattori “push and pull” ha prodotto, a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, i seguenti modelli di regolamentazione dell’immigrazione:
• Modello storico: adottato in passato da paesi come Stati Uniti, il Canada e l’Australia, consiste in un modello che garantisce il diritto di cittadinanza a tutti i nuovi arrivati.
• Modello selettivo: adottato dagli ex imperi coloniali, come la Francia e la Gran Bretagna, tale modello favoriva l’immigrazione di individui provenienti dalle ex colonie piuttosto che da altri paesi, al fine di mantenere un controllo indiretto su di essi
• Modello dei lavoratori ospiti: si tratta della polita seguita in passato sa paesi come Svizzera, Belgio e Germania, i quali incoraggiavano l’accesso temporaneo di manodopera straniera la sono fine di soddisfare le esigenze contingenti del mercato del lavoro senza che ciò comportasse il riconoscimento dei diritti di cittadinanza
• Modello della chiusura crescente: si tratta della politica seguita oggi da gran parte dei paesi occidentali i quali, di fronte ai massicci esodi di popolazioni provenienti dai paesi più poveri, applicano misure sempre più restrittive nei confronti dei flussi migratori in entrata, generando fenomeni di diffusa clandestinità

Un altro modello migratorio di migrazione globale è la diaspora, cioè il fenomeno per cui una popolazione abbandona il proprio paese d’origine disperdendosi in diversi paesi stranieri, pur mantenendo la propria identità culturale e i legami con gli altri gruppi di migranti. Ci sono quattro differenti tipi di diaspora a seconda delle cause che la determinano:
• Diaspora di vittime: generata da eventi particolarmente negativi e drammatici, come è avvenuto agli ebrei
• Diaspora imperiale: legata  allo  sviluppo di un impero e al conseguente trasferimento di parte della sua popolazione nelle nuove colonie
• Diaspora di lavoratori: il trasferimento avviene a causa della ricerca di nuove possibilità lavorative
• Diaspora di commercianti: dispersione della popolazione è correlata alla creazione di reti commerciali internazionali

Tratto da SOCIOLOGIA GENERALE di Emma Lampa
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