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STRUTTURA, AZIONE SOCIALE E POTERE


La struttura sociale è l’insieme dei modelli di comportamento ricorrenti, vincola il comportamento sociale ponendo dei limiti ma lascia una capacità d’azione, cioè la capacità di operare indipendentemente dai vincoli sociali anche in contrasto con le aspettative della società, è la capacità di portare delle modifiche ai modelli di comportamento ricorrenti e permette il mutamento sociale introducendo novità. La struttura sociale è indivisibile ed è formata da elementi schematizzati e ripetitivi.
Le istituzioni sociali sono definite come grandi aree della vita sociale in cui si creano routine e modelli di comportamento destinati a durare nel tempo, esse includono il governo, le scuole, le imprese e le istituzioni religiose.
Lo status è la posizione che un individuo può occupare all’interno di un sistema sociale, tutti noi abbiamo diversi status poiché occupiamo posizioni sociali diverse. L’insieme degli status di un individuo viene chiamato “status set”.

Lo status può essere:
1. Ascritto: che corrisponde alla posizione, all’interno di un sistema sociale, che viene assegnata a una persona dalla nascita, indipendentemente dai desideri
2. Conseguito: che corrisponde alla posizione, all’interno di un sistema sociale, che una persona ottiene volontariamente per effetto delle sue azioni.

Ad ogni status corrispondono diversi ruoli sociali. Un ruolo sociale è l’insieme dei comportamenti attesi che si associano a determinati status. Proprio perché ogni individuo ha diversi status, di conseguenza ha anche diversi ruoli e spesso quest’ultimi possono entrare in conflitto: si parla di conflitto inter-ruoli quando le aspettative associate a ruoli diversi si scontrano mentre si parla di conflitto intraruolo quando le aspettative associate a un singolo ruolo competono le une con le altre. I ruoli sono definiti da quello che gli altri si aspettano da noi per questo motivo ci sono le aspettative formali (date dalle leggi) e le aspettative informali (stile/modo in cui faccio qualcosa).

La struttura sociale prevede la vita sociale a livello micro-sociologico, meso- sociologico e macro-sociologico:
- Interazione a livello micro-sociologico= relazione tra individui.
- Struttura sociale a livello meso-sociologico= organizzazioni. La struttura organizzativa definisce le regole e la routine che ispirano l’attività quotidiana all’interno delle organizzazioni.
- Struttura sociale a livello macro-sociologico= integrazione sociale, ovvero il processo mediante il quale le strutture e i valori sociali uniscono le persone all’interno di una società. La struttura sociale opera a tutti i livelli del nostro mondo e influenza la nostra vita ma possiamo comunque agendo grazie alla capacità d’azione.

Max Weber definiva la sociologia come la scienza che studia le azioni sociali, cioè le azioni umane nel contesto sociale e lui distingueva questa azioni sociali in 4 tipologie:
• Azione tradizionale: dettata dai costumi/tradizioni/usanze/credenze
• Azione affettiva: guidata dalle emozioni e dai sentimenti
• Azione razionale rispetto al valore: guidata da un ideale
• Azione razionale rispetto allo scopo: motivata da logiche di efficienza, quest’azione nella società globale porta alla McDonaldizzazione del mondo dove l’azione razionale impone una struttura standardizzata ed efficiente, come quella del fast-food, a tutti gli aspetti della nostra vita.

Secondo Ritzer la mcDonaldizzazione del mondo ha 4 dimensioni:
1- efficienza: ricercare il miglior metodo per svolgerei compiti, eseguendo una serie di azioni specifiche e predeterminate
2- calcolabilità: enfatizzare gli aspetti quantitativi (costo, tempo)
3- prevedibilità: seguendo processi di standardizzazione dando poco spazio al pensiero creativo
4- controllo: regole rigide, usando le nuove tecnologie che regolamentano il comportamento.
L’azione razione mira a migliorare l’esperienza umana attraverso la ricerca costante di efficienza e progresso, ma se è estrema porta alla McDonaldizzazione del mondo che può essere inefficiente e disumanizzante.

Il potere è la capacità di conseguire un risultato desiderato anche andando contro l’opposizione degli altri.
L’empowerment corrisponde al “potere di”, ovvero un ampliamento della capacità di raggiungere un obbiettivo, per accrescerlo sono necessari tre elementi:
1. Educazione: che consente di sviluppare capacità e di apprendere conoscenze che permettono di agire consapevolmente per la propria emancipazione
2. Organizzazione: per mettere  insieme delle persone per identificarne gli obbiettivi comuni per poi raggiungerli
3. Networking: uscire dalla cerchia dei contatti per trovare degli alleati, si mettono poi insieme le risorse per raggiungere gli scopi che non possono essere conseguiti singolarmente

C’è poi il “potere su” che corrisponde al tentativo di dominare gli altri, dove A influenza B attraverso:
• La persuasione: cioè ottenere il consenso delle persone convincendole della correttezza della propria posizione e dei propri obbiettivi attraverso l’educazione, non sempre si ricorre a strumenti onesti
• La ricompensa: promuovendo il consenso delle persone offrendo loro un incentivo positivo
• La costrizione: ovvero imporre il consenso attraverso minacce/intimidazioni/pressione/violenza

French e Raven sono due sociologi che presentano 6 basi di potere:
1. Potere di gratificazione: controllo che un soggetto esercita su risorse preziose
2. Potere coercitivo: capacità di punire negando risorse preziose o infliggendo un maltrattamento fisico/verbale
3. Potere legittimo: si fa leva sul senso del dovere sulla base di valori culturali condivisi
4. Potere carismatico: si basa sul riconoscimento sociale/identificazione/affetto/rispetto
5. Potere esperto: convinzione che una persona abbia conoscenze superiori
6. Potere informativo: si usano fatti/dati per argomentare razionalmente o persuadere

Ci sono delle tattiche di potere definite come strategie specifiche che le persone usano per influenzare gli altri nella vita quotidiana, queste tattiche variano su tre dimensioni:
1. Hard/Soft dove le hard sono energiche/dirette/severe con ricompense/incentivi/minacce, mentre le soft si focalizzano sulle relazioni con amicizia/collaborazione
2. Razionali/Irrazionali dove le tattiche razionali fanno appello alla logica con negoziazione/persuasione, mentre le tattiche irrazionali fanno leva sui sentimenti
3. Multilaterali/Bilaterali: le tattiche multilaterali  non richiedono la  collaborazione con imposizioni/ordini/comandi mentre quelle bilaterali comportano delle concessioni reciproche con negoziazioni/discussioni

Le tattiche di potere usate per influenzare gli altri sono: appello (chiedere aiuto), associazione, collaborazione, critica, denigrazione, discussione, elusione, imposizione, informazione, insistenza, lamentela, lusinga, manipolazione, minaccia, negazione dell'altro, negoziazione, persuasione, prepotenza, promessa, punizione, richiesta, ricompensa, socializzazione, suggestione.

Il potere si divide in tre macrocategorie:
- Potere economico per allocare le risorse
- Potere politico per fissare delle regole e prendere decisioni
- Potere culturale per definire la realtà

L’ egemonia, concetto usato da Gramsci per affermare che la classe al potere mantiene il predominio non solo attraverso la forza ma anche attraverso la manipolazione delle idee, è una condizione che si crea quando i detentori di potere hanno diffuso con successo le proprie idee, escludendo punti di vista alternativi, cosi che le loro prospettive e i loro interessi vengono ritenuti veri e universali.

Con autorità definiamo invece un potere accettato  spontaneamente e quindi legittimo.
Weber distingue l’autorità in tre tipi:
1. Autorità tradizionale dove la legittimazione si fonda sul rispetto di pratiche culturali
2. Autorità razionale-legale dove la legittimazione deriva da leggi/regole/norme
3. Autorità carismatica dove la legittimazione deriva dalle straordinarie caratteristiche personali di un singolo leader che ispira lealtà e devozione

Ci vuole la sociologia per capire che sotto la calma apparente in una situazione sociale si possono nascondere dei conflitti,  infatti quando viene meno l’obbedienza il conflitto potrebbe scoppiare improvvisamente con esiti drammatici. La disobbedienza è un mezzo potentissimo per colore che vogliono un cambiamento sociale. Gli individui possono rifiutarsi di obbedire quando si uniscono in una forma di disobbedienza civile per favorire il cambiamento.
Tratto da SOCIOLOGIA GENERALE di Emma Lampa
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