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USA e la guerra in Vietnam



Nel terzo mondo continua la rivalità. Gli USA elaborano una teoria dello sviluppo secondo la quale ogni paese doveva evolversi economicamente-socialmente-politicamente-culturalmente verso una struttura democratica di tipo occidentale. Ma bisognava arginare le componenti radicali. Furono queste esigenze a condurre gli USA in vietnam. Tagliato in due dagli accordi del 54, il vietnam era diviso tra un regime filoccidentale al sud e un governo comunista al nord. Primi anni 60 il nord sostiene movimento di guerriglia al sud. Gli USA in ciò vedono lo zampino di cina e russia. Quando la situazione peggiora nel 64 iniziano i bombardamenti sul nord vietnam e poi l'anno dopo l'arrivo di truppe al sud. L'america schiera circa 500.000 uomini. Ma i combattimenti non indeboliscono la guerriglia. Nel 68 l'opinione pubblica USA non crede più alla vittoria. Dal 68 al 72 gli USA tentano azioni militari e negoziati ma senza successo. Alla fine nel 73 cedono e negoziano un accordo che consente loro di lasciare il paese, ma senza garanzie per il loro alleato. Così nel 75 l'esercito del vietnam del nord piega il sud e riunifica il paese sotto il regime comunista di hanoi.
Tratto da STORIA DEL NOVECENTO di Dario Gemini
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