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Tommaso d'Aquino – Summa Theologiae

“Poiché come dice Giovanni di Damasco, l’uomo è detto «fatto ad immagine di Dio», il che significa spirituale, libero di scegliere e padrone di sé; ed avendo già detto dell’esemplare, cioè di Dio e di coloro che furono creati da Dio secondo la sua volontà, rimane da considerare la sua immagine, ovvero l’uomo nella misura in cui egli è a sua volta origine delle proprie opere, quasi essendo libero di scegliere e padrone di sé.”
Tommaso insegna all'università a Parigi, in quel tempo (Medioevo) la filosofia e la teologia erano unificate, inoltre tutti gli autori cristiani del tempo si rifanno a Platone e poco ad Aristotele. Tommaso invece avvia una rottura con il pensiero del tempo e si lega maggiormente ad Aristotele che a Platone (guarda più all'immateriale, presente soprattutto nel mondo Europeo), un autore che aiuta maggiormente a prendere contatti con la realtà (fenomenologo – partiamo dalle cose che tocchiamo, presente soprattutto nel mondo arabo). La Summa Theologiae si divide in tre parti:
1) Dio e gli Angeli (Etologia);
2) uomo (studio dell'uomo nella sua condizione → più antropologica)
3) Cristo. Noi ci soffermeremo sulla seconda parte. L'affermazione centrale è che l'uomo è libero di scegliere e padrone di sé (dice qualcosa di centrale cioè da dove si inizia a studiare l'uomo, perché se voglio parlare dell'umano devo sempre tener conto di questa affermazione) mentre la motivazione di immagine e somiglianza di Dio deriva dall'appartenenza culturale di Tommaso (la natura confessionale è religiosa). La spiegazione della libertà dell'uomo infatti per Tommaso è che siccome Dio è libero di scegliere e padrone di sé allora anche l'uomo lo è perché egli è a immagine di Dio.
2. Elementi di analisi antropologica Il desiderio dell'uomo 
Tratto da ANTROPOLOGIA APPLICATA di Chiara Trattenero
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