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Le credenze erronee


Molte sono le illeazioni, prodotte dall’acritico riduzionismo biologico, diffusesi. Si tratta di credenze erronee che non distinguono tra la base genetica di un essere umano e quello che sarà il suo carattere e la sua vita da adulto, quando al di là dei tratti genetici processi ambientali, familiari e culturali lo avranno influenzato. Contro chi procede in questo modo deterministico si presenta l’esempio dei gemelli monozigoti dall’uguale base genetica ma dalla biografia differente.
Per quanto riguarda invece gli usi terapeutici, la sperimentazione sulla cellula capistipite è realizzata per ottenere attraverso la clonazione, tessuti e organi che possono essere usati per curare gli esseri umani. Le cellule staminali, nel corso di processo di clonazione, sono capici di differenziarsi fino a diventare una cellula matura di un particolare tessuto o organo o di generare altre cellule staminali. Gli organi e tessuti creati da cellule staminali di un donatore sono in quanto geneticamente uguali a quelli di partenza utilizzabili dalla persona in eventuali trapianti senza pericolo di rigetto.
Le cellule staminali possono essere ricavate da embrioni creati in provetta attraverso il processo di clonazione dal nucleo di un donatore, oppure possono essere isolate direttamente dal midollo osseo, dal cervello o da sangue etc. Le cellule staminali di derivazione embrionale sono pluripotenti nel senso di poter portare alla realizzazione di più tessuti e organi, mentre quelle ricavate da isolamento possono essere portare a ottenere lo stesso tipo di tessuto o organo di partenza. Mentre non sembra esserci contrasto etico sull’utilizzo di cellule staminali provenienti direttamente da tessuti e organi di adulto , in collegamento con la sperimentazione su cellule staminali embrionali, invece si. Si parla di sperimentazione su embrioni prodotti ad hoc o su embrioni soprannumerati non utilizzati nel corso di una pratica di fecondazione assistita (quelli crioconservati, per intenderci, invece di distruggerli).
Molti di coloro che considerano che la vita umana inizi a partire dall’unione di due gameti sono contrari anche agli usi terapeutici che la sperimentazione su cellule staminali di derivazione embrionale, può avere. Allo stato attuale, la sperimentazione su cellule staminali a livello terapeutico non ha realizzato applicazioni degne di nota mentre la sperimentazione su cellule staminali embrionali sembra aver raggiunto uno stadio più avanzato rispetto a quelle provenienti da isolamento.
Tratto da BIOETICA. LE SCELTE MORALI di Marianna Tesoriero
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