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Disciplina dell’informazione al pubblico


L’ informazione è un bene fondamentale per il buon funzionamento del mercato, più c’è informazione più i prezzi riflettono transazioni svolte con condizioni corrette.
Se l’informazione è così importante c’è un problema perché gli emittenti non hanno incentivi a fornire da soli le informazioni necessarie al mercato, non è detto che i meccanismi di mercato siano tali a garantire la trasparenza degli emittenti riguardo i fatti che li riguardano e che possono impattare sui prezzi. Per alcune informazioni gli emittenti hanno interesse a renderle pubbliche, soprattutto quelle che possono contribuire a far alzare il prezzo degli strumenti finanziari.
La stessa cosa non si può dire per le informazioni di tipo negativo che impattano al ribasso sul prezzo degli strumenti finanziari dell’emittente. In questo caso l’emittente, a meno che obbligato da norme e leggi, tenderà a tenere nascoste queste informazioni che però servirebbero al pubblico per avere più chiara la situazione. Quindi interviene il legislatore che obbliga gli emittenti a rendere pubbliche tutte le informazioni price sensitive ossia informazioni privilegiate che vanno ad impattare sul prezzo sia in negativo sia in positivo degli strumenti finanziari. Tutte le volte che avviene un fatto nella sfera dell’emittente che impatta sul prezzo, l’emittente è tenuto a comunicarlo al mercato.

Regole delle informazioni price sensitive

Servono norme che impongano agli emittenti quotati di rendere pubbliche queste informazioni.
Il fatto che gli emittenti siano costretti a rendere pubbliche queste informazioni, questo impedisce che le informazioni siano comunicate selettivamente a determinati soggetti o investitori e impedisce che queste informazioni possano essere sfruttati da insider prima che diventino pubbliche. Quindi si previene il reato di abuso di informazioni privilegiate.
Comunque rendere pubbliche queste informazioni non contribuisce a mettere sullo stesso piano tutti gli investitori, ci sarà chi è più o meno bravo e chi ha accesso ad informazioni mediante canali particolari. Quindi non viene reso pubblico tutto ciò che riguarda l’emittente, vengono pubblicate solo le informazioni fondamentali e alcune informazioni periodiche appartenenti a diverse aree.
In questo caso si parla di disciplina delle informazioni continue. Periodicamente gli emittenti quotati devono mettere a disposizione alcune informazioni di tipo contabile e finanziario.
C’è anche un obbligo per gli emittenti quotati di rendere pubbliche alcune informazioni riguardanti eventi straordinari (es.: fusione o aumento di capitale) nel caso in cui il valore di questa operazione superi determinati parametri prestabiliti da CONSOB. Questi dettagli devono essere resi pubblici mediante un documento informativo, in cui sono presenti le modalità, le finalità, la struttura, gli effetti dell’operazione.

Quindi abbiamo informazione continua, informazione periodica e informazione straordinaria. Il dover fornire tutte queste informazioni è uno dei costi principali sostenuti dalle società che decidono di quotarsi su un mercato regolamentato. Inoltre le società devono investire anche in organizzazione affinché sia possibile adempiere a tutti questi obblighi informativi.
C’è quindi un responsabile per la compliance che intrattiene rapporti con la CONSOB e con il gestore del mercato.

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