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Farmacologia Generale


La farmacologia si divide in farmacocinetica (quello che il corpo fa al farmaco) e farmacodinamica (quello che il farmaco fa al corpo).
La prima riguarda assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione, mentre la seconda riguarda il meccanismo d’azione dei farmaci, permettendoci di capire quali sono i risvolti clinici e tossici del farmaco.

Lo scopo della farmacocinetica è il raggiungimento dell’organo bersaglio nella [c] giusta, perché se poco non ha effetto e se è troppo fa male.
Il farmaco, per passare la membrana cellulare, deve avere un certo grado di lipofilia e non deve essere ionizzato, perché se si carica diventa idrofilo, e quindi non passerebbe più la membrana.
L’ equazione di Henderson-Hasselbach ci spiega che il farmaco varia il suo grado di ionizzazione in base al variare del pH dell’ambiente.
Nel metabolismo, se il farmaco è lipofilo viene filtrato dai reni e poi riassorbito automaticamente, tornando nel sangue. Allora il nostro organismo li trasforma in metaboliti idrofili, che vengono espulsi dall’organismo.
Il metabolismo presistemico (cioè che avviene prima di arrivare alla circolazione sistemica) deve tenere conto dell’effetto di primo passaggio, che dipende dal tipo di somministrazione del farmaco. Nella somministrazione orale il farmaco arriva al fegato e viene metabolizzato subito, mentre il quella endovena arriva al cuore, che poi lo porta alla circolazione sistemica.
La biodisponibilità è la % della dose somministrata di un farmaco che raggiunge la circolazione sistemica (endovena è del 100%, via orale del 60% e così via).
La biodisponibilità si calcola: (AUC [Area Under Curve] orale/ AUC iniettato) x 100.
L’ emivita è il tempo necessario al farmaco per ridurre la sua [c] plasmatica del 50%, quindi si può capire quanto tempo deve passare prima di prendere la seconda dose.

Nella farmacodinamica occorre distinguere tra meccanismo d’azione ed effetto risultante.
I bersagli dei farmaci sono quattro, e sono tutte proteine:
• Recettori, i bersagli più importanti (80% dei casi) sui quali agiscono atropina, morfina o salbutamolo
• Canali ionici (canali Na, K, Ca)
• Enzimi, che sono catalizzatori delle reazioni chimiche, sui quali agiscono finasteride, formestano, aspirina, cortisone o disulfiram
• Trasportatori, che servono a cessare l’azione del farmaco, ricaptando il NT. Agiscono su di essi, per esempio, la cocaina e i cannabinoidi

I recettori sono di quattro tipi:
• canali ionici regolati da ligandi (ionotropi), in cui ci vogliono 5 proteine per formare una sub-unità, costituita a sua volta da 4 domini trans-membranari.
• Recettori metabotropi, formata da 7 DTM, accoppiati ad una proteina G, che attivano i cosiddetti secondi messaggeri. La Gs stimola l’enzima adenilato ciclasi producendo cAMP, il quale stimola la PKA (protein-chinasi), andando a fosforilare un canale o un altro enzima; la Gi la inibisce e non produce SM; la Gq stimola la fosfolipasi C, producendo IP3 e DAG.
• Recettori accoppiati a chinasi, che hanno un solo DTM
• Recettori nucleari, bersagli degli steroidi anabolizzanti o dei corticosteroidi, in cui il recettori sta dentro la cellula e la risposta che consegue è lenta e duratura. Inoltre attivano la trascrizione genica attraverso le “dita di zinco” che vanno ad interagire col DNA.

Tratto da FARMACOLOGIA di Vincenzo Sorgente
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