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Introduzione a Hobbes



Se Cartesio era un razionalista, Hobbes lo era molto di più, seppure a modo tutto suo. Le frasi che lo resero celebre furono: homo homini lupus (" ogni uomo è un lupo nei confronti degli altri uomini") e bellum omnium contro omnes (i rapporti sociali altro non sono che "una guerra di tutti contro tutti"). Hobbes continua ad inquietare i lettori di oggi così come inquietò i suoi contemporanei. Le sue dottrine assolutistiche appaiono a molti sconcertanti. Il filosofo inglese cerca di dare una soluzione ai grandi problemi della pace e dell'ordine in uno dei periodi più tragici dell'epoca moderna. Dal 1618 a1 164 la guerra dei trent'anni insanguina l'intero continente europeo. Non diversamente da Bacone e da Cartesio, Hobbes coltivò tutta la vita la convinzione che per interpretare adeguatamente quel sistema unitario che è la realtà è necessario elaborare un sistema altrettanto unitario di pensiero. La critica moderna ha rivalutato molto la riflessione epistemologica e logico linguistica di Hobbes quale è consegnata soprattutto al testo Sul corpo. Il filosofo inglese si impegna in una rigorosa autonomizzazione del sapere scientifico rispetto alla religione, dicendo che occorre soprattutto che la scienza assuma il linguaggio e le procedure della matematica. Come farà la scienza a fissare, a comparare e a generalizzare i singoli oggetti materiali, che ha per oggetto? Lo farà attraverso il linguaggio, poiché il nostro modo di conoscere le cose è un'operazione logico-linguistica.
Tratto da FILOSOFI DELL'ETÀ MODERNA di Carlo Cilia
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