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Funzioni trasformative del gruppo terapeutico


Il gruppo permette di abbandonare un tempo di solitudine appiattito in un presente angosciosamente ripetitivo e uno spazio vitale sempre più rigido e ridotto per muoversi verso un tempo e uno spazio condivisi, pregni di potenzialità trasformative.
Il tempo e lo spazio del gruppo rappresentano per i partecipanti quell’area protetta e privilegiata, quell’area conviviale, in cui è possibile la ripresa di rapporti interpersonali, primo passo verso una più adeguata integrazione e fruizione del sociale.
Le esperienze di relazione che si rinnovano nel gruppo, mentre mantengono l’aspetto propositivo di uscita dall’isolamento e della condivisione, aiutano i partecipanti a raggiungere una visione più integrata di sé e a riconoscere il valore e la ricchezza dello scambio che si genera dalla differenza. Nel gruppo, l’acquisita capacità di produrre pensieri, fantasie, sogni e metafore che arricchiscono il gruppo e danno valore al singolo, autorizza ciascun partecipante a fruire liberamente di questa ricchezza condivisa che ognuno contribuisce ad aumentare, attraverso uno scambio che rispetta i tempi di ciascuno e stimola la creatività del singolo e del gruppo tutto.
La realtà sociale, metabolizzata dallo spazio transizionale del gruppo può essere finalmente vista in tutta la sua complessa temporalità e come uno spazio in cui dovrebbe essere per tutti possibile continuare in equilibrio dinamico-esistenziale con il malessere, purchè l’ambiente esterno sia a sua volta disponibile a modularsi sul registro della convivenza e del benessere.
La fiducia si costituisce nello spazio transizionale, nell’area intermedia persona-persona e nel divenire del tempo, grazie a costanti verifiche e all’instaurarsi della cultura della reciprocità e dello scambio, pur nel rispetto dei differenti ruoli e dunque delle diverse responsabilità.
Tratto da GRUPPI OMOGENEI di Paola Alessandra Consoli
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