Skip to content

Omogeneità e fruibilità gruppale


I GO hanno nei loro assunti di formazione l’appartenenza ad uno stesso sintomo (monosintomatici) o allo stesso tema (monotematici) o, ancora, alla stessa fase evolutiva. I gruppi necessitano, nelle loro prime fasi, che le persone che li costituiscono sviluppino meccanismi di identificazione e sentimenti di appartenenza al gruppo.
Neri analizza questi stati iniziali e le caratteristiche dello stato gruppale nascente; una fase in cui predominano fenomeni di ambivalenza, vissuti che oscillano fra la speranza dell’attesa messianica e la depersonalizzazione, fra l’illusione gruppale e la derealizzazione. Egli introduce il concetto di essere un tutt’uno per differenziarlo da quello di fusionalità, che è invece riferito all’individuo.
L’omogeneità è una condizione psichica ben fruibile non solo in certe fasi della vita di un gruppo come quella dello stato gruppale nascente, ma è anche difensivamente fruibile di fronte a stati di angoscia riferibili a perdite oggettuali. Questi stati di angoscia si possono tipizzare attraverso due condizioni, quella di poterli riferire a vissuti di perdita di un oggetto o di parte di un oggetto e quella di poter constatare che essi si trasformano con il ripristino di una dimensione omogenea del gruppo.
Se per nascere dobbiamo esistere nella mente di qualcuno (anche nei sogni di qualcuno), un feto, durante la gravidanza, può appartenere all’inconscio materno sia come proprio organo sia come corpo estraneo, ed avere quindi precursori psichici diversi. I sogni in gravidanza sono collegabili a funzioni di metabolizzazione del feto come corpo non estraneo.
Il bambino, il suo corpo e le sue funzioni immaginative possono diventare la concretizzazione delle fantasie egodistoniche personali e di coppia, secondo le modalità della identificazione proiettiva, ed il figlio eredita su di sé il nucleo patologico condiviso dalla coppia genitoriale.
L’omogeneità è quindi un precursore integrativo come la possibilità che la madre viva il feto come un proprio organo. Il terapeuta sognerà e condividerà con l’altro (istituzione) nuclei sani e nuclei patologici).
L’angoscia disomogenea è riconducibile alla privazione della parte di un tempo vissuto come fondamentale per la vita e costituito da elementi “stessi” (madre e feto) che si relazionano fra loro con un legame dato biologicamente e fino ad allora non scomponibile.
Esiste una omogeneità di base, quale assunto di fondazione di un gruppo, costituita a priori dalle produzioni psichiche che farà quel gruppo e una omogeneità di fase che è quella prodotta dal lavoro psichico di qualsiasi gruppo durante lo stato gruppale nascente. A queste si può aggiungere la omogeneità di difesa che, nei gruppi omogenei e non, risulterebbe più usufruibile di altre possibilità difensive e che si attiva velocemente per trasformare una angoscia di perdita o di privazione di un oggetto o di parte di un oggetto.
Tratto da GRUPPI OMOGENEI di Paola Alessandra Consoli
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Dettagli appunto:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi: