Skip to content

Terapia di gruppo per pazienti con difficoltà di coppia


Si tratta di un gruppo terapeutico organizzato presso un Consultorio Familiare di Monza che ha riunito pazienti impegnati in un doloroso e difficile processo di separazione.
La separazione dal coniuge è uno degli eventi della vita più traumatici da affrontare. Sono lotte di potere che impediscono ai partners sia di stare insieme sia di separarsi provocando sofferenza e disagio non solo a se stessi ma anche ai figli. Capita che i due si accusino l’un l’altro di comportamenti e modi d’essere che sono i medesimi per cui si sono innamorati e che, al momento dell’innamoramento, erano accompagnate da aspettative magiche onnipotenti.
Non si può essere soli nell’esperienza del dolore, è necessario condividerlo, poterlo vivere con gli altri. La separazione è un lutto intersoggettivo poiché coinvolge almeno 2 persone e determina un senso di perdita relativo ai legami, al senso di sicurezza gruppale, al senso di appartenenza e di ciò che compete alla famiglia.
Mentre in caso di morte di una persona amata la famiglia allargata e la rete sociale tendono ad aumentare il mutuo aiuto, nelle separazioni il sostegno spesso viene meno e si assiste a conflitti tra le rispettive famiglie, che creano ancora più confusione e solitudine.
Il fattore di omogeneità di questo gruppo è la grave conflittualità di coppia che ha portato alla separazione dal coniuge. Le antiche dinamiche relazionali con le famiglie di origine sono spesso alla base della lotta con il compagno di vita. La scarsa differenziazione dalla famiglia impedisce di mettere in comune e di creare una cultura familiare del noi che aiuti ad abbandonare modelli familiari ripetitivi e patologici, operanti inconsciamente all’interno di una reciproca imposizione.
La maggior parte dei membri del gruppo ha avuto alle spalle storie familiari caratterizzate da deprivazioni affettive e reali abbandoni. Le relazioni di coppia diventano così lo scenario di lotte laceranti e conflitti di potere. Dietro il non voler abbandonare i soliti atteggiamenti, vi è l’aspettativa onnipotente di essere prima o poi risarciti dei danni che si presume di aver subito e la paura di separarsi dalla famiglia di origine e di restare soli.
Le prime sedute sono caratterizzate da un continuo riferimento alla relazione duale, come una lenta e dolorosa elaborazione del gruppo. Ognuno dei membri ha, a suo modo, esternato la preoccupazione per un rinnovato senso di solitudine, per la preoccupazione per i figli che si legavano ad altri partner dei genitori e solo successivamente il bisogno di relazioni interpersonali ha interessato il gruppo e i suoi partecipanti. Il progressivo cambiamento si è manifestato con la volontà di trasgredire la regola di non vedersi al di fuori delle sedute e con la fantasia condivisa di fare un viaggio tutti insieme, metafora di cambiamento, ricerca di altri luoghi.
Spesso alcuni individui non riescono a superare il dolore della perdita di un legame affettivo e passano anni a disperarsi non tanto per il desiderio di ricongiungersi con il partner, ma perché vivono l’abbandono come una ferita narcisistica, quasi come un’amputazione di quella parte ideale di sé che in precedenza era stata depositata nell’altro.
La nascita psicologica dell’individuo è legata a un processo di separazione-individuazione che si riflette lungo tutto il ciclo vitale e non ha mai fine.
Poiché ogni fine prelude ad un inizio, ogni morte allude ad una nascita e il gruppo può essere visto come un traghettatore verso nuovi modi di percepire sé e l’altro, passando attraverso il doloroso lutto per un’immagine di sé spesso stereotipata e rigida che la crisi del rapporto di coppia aveva cominciato a mettere in discussione.
Il gruppo ha favorito un forte sentimento di legittimazione e di appartenenza incoraggiando l’uscita da una solitudine angosciante e alienante, dal sentirsi non umani o mostruosi, ad una visione più realistica che tiene conto delle difficoltà insite in ogni relazione di coppia e in ogni persona.
La terapia nel GO ha saputo valorizzare le specificità di ognuno, ha permesso la ripresa e la riattivazione di competenze sociali e relazionali dando ad ognuno dei partecipanti la possibilità di sperimentare relazioni affettive importanti sia all’interno del gruppo che all’esterno.
Tratto da GRUPPI OMOGENEI di Paola Alessandra Consoli
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Dettagli appunto:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi: