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Idealismo di Holderlin

Idealismo di Holderlin



Orizzonte di riferimento di Holderlin è la modalità idealista di ordinare i problemi di natura filosofica. L’Essere preesiste all’ìndividuo e ha un sua lingua originaria. Ripresa del motivo ontologico platonico contro Fichte e Kant. La soggettività, pur se subordinata a un'istanza assoluta, non è schiava del suo limite. Anzi, ha il dovere di spingersi oltre i limiti del sapere per dar senso a una possibile riconciliazione ontologica. Questo sapere filosofico possiamo dirlo timidamente dialettico. Vuole analizzare il rapporto ontologico soggetto-idealità partendo da quest’ultima, di cui il soggetto è parte. Dissoluzione ideale: muove dall’infinito al finito. Dopo la pasqua 1795 Holderlin incontra Schelling a tubingen. Poi disaccordi, legati forse al modo di risolvere le aporie della filosofia fichtiana. Anche Schelling comincia a introdurre platone, e vuole chiarire il rapporto tra conoscenza dell’io personale e un momento primario immutabile. Franz spiega così il dissidio Schelling – Holderlin : entrano in concorrenza perchè partendo dallo stesso problema filosofico propongono soluzioni diverse e inconciliabili tra loro: si tratta di rifondare la posizione critica di Kant rispetto alla metafisica, appellandosi alla teoria dei principi di Platone.
Tratto da HOLDERLIN di Dario Gemini
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