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La psicologia del desiderio


Il sesso è soprattutto questione di mente, prima di essere un’attività biologica. Grazie alle componenti psicologiche della seduzione, il desiderio anticipa nella propria mente le «istruzioni» da seguire e le situazioni in cui un individuo spera di trovare amore, piacere, gioia, felicità e benessere con il partner.
I disturbi psicologici del desiderio hanno pesanti effetti sugli aspetti biologici. TI timore di non essere all’altezza del partner, l’ansia da prestazione, l’incapacità di manifestare le proprie emozioni possono condurre all’insuccesso e al fallimento dei comportamenti sessuali (dalla eiaculazione precoce all’assenza dell’orgasmo). Nella seduzione la soddisfazione del desiderio si raggiunge con la possibilità di «possedere» il partner. Tale possesso coincide, da una parte, con il culmine della felicità e della gioia; dall’altra, è facile che conduca alla gelosia e alla violenza nel caso in cui il partner non corrisponda al proprio desiderio.
A livello psicologico, il desiderio costituisce il motore della seduzione. In particolare, esso alimenta il sentimento di stima e di ammirazione verso il partner. Spesso quest’ultimo viene idealizzato e mitizzato dalla immaginazione del seduttore.
Il desiderio, inoltre, ha come effetto quello di orientare tutte le risorse mentali e affettive sul partner. Egli diviene il centro esclusivo dei propri interessi. E questo meccanismo di orientamento che consente il passaggio nella percezione del partner non come uno qualsiasi ma come l’unico individuo della propria esistenza. Il desiderio conduce spesso a una situazione di dipendenza nei confronti del partner. Senza di lui non si sa più come vivere. La sua assenza crea immediatamente un senso di vuoto e di smarrimento.

Tratto da LA SEDUZIONE di Anna Bosetti
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